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Taormina, infermiere salvò un paziente ma fu sospeso e sanzionato: dopo 6 anni Asp annulla il provvedimento

TAORMINA – Giustizia è fatta. Si potrebbe dire così a conclusione di una storia di sofferenza che dopo quasi 6 anni arriva finalmente al “lieto fine”, con una soluzione di buon senso. La clamorosa storia è quella di un infermiere dell’ospedale di Taormina che aveva salvato un paziente ma era stato poi sospeso dal servizio e sanzionato con lo stop per 15 giorni al suo stipendio. Aveva somministrato al paziente un farmaco che lo ha aiutato a superare una crisi, ma non era autorizzato a poterlo fare. L’infermiere ha scelto di non rispettare la procedura al cospetto di un’emergenza, ha messo a repentaglio il suo posto di lavoro per aiutare chi aveva bisogno.

La vicenda di cui parliamo ha riguardato Pippo Gianluca Calà, in servizio al San Vincenzo dal 2000, un professionista capace e stimato, noto per la tenacia e la generosità delle sue battaglie sindacali a tutela della categoria infermieristica, da oltre 20 anni un volto simbolo in Sicilia a difesa delle famiglie sui temi della disabilità e dell’autismo. Fondatore di “Carpe Diem Onlus”, Calà nel 2012 ha dato vita a Nizza al primo centro diurno nell’isola per soggetti autistici.

La testimonianza dell’incredibile fatto accaduto a Calà era stata raccolta a suo tempo dal giornalista Emanuele Cammaroto. L’infermiere taorminese venne sospeso per 15 giorni dal servizio e dalla retribuzione, a partire dal 1 dicembre 2019, per effetto di un provvedimento disposto dall’Asp Messina il 12 novembre di quello stesso anno. Fu sospeso dal servizio per aver somministrato un farmaco ad un paziente “senza la preventiva autorizzazione” del medico, nel luglio 2019 in Cardiologia. La sua vicenda è finita in Commissione Disciplinare e dopo 4 mesi venne determinata la sospensione, ratificata dall’Asp. “Dalle relazioni – scrisse a suo tempo la direzione del reparto – si evinceva che Calà aveva operato in condizioni di disagio in quanto – per cause di forza maggiore – unico infermiere in turno per i 12 pazienti presenti in degenza ordinaria e la situazione gli imponeva di agire con tempestività”. “Tuttavia nulla può giustificare da parte di un infermiere la somministrazione di farmaci a pazienti ricoverati senza la preventiva indicazione del sanitario di turno”. Calà, quindi, aveva agito con “tempestività” in una condizione di difficoltà ma venne ritenuto colpevole di aver violato il protocollo.

“Ho subito un provvedimento ingiusto ed eccessivo – ha dichiarato Calà al direttore di TN24, Emanuele Cammaroto -, ho dato priorità alla tutela della salute e della vita del paziente in un caso di emergenza”: questo l’amaro sfogo di Calà, che al “San Vincenzo” è un veterano, avendo lavorato 7 anni in Terapia Intensiva Respiratoria, poi 5 anni in Ematologia, quindi 7 anni in Cardiologia e dal 26 luglio 2019 in poi in Medicina. “Ho ammesso il mio sbaglio, mi sono preso questa sanzione ritenendo però di non meritarla. Il mio è stato solo un errore di procedura, che non ha fatto del male a nessuno. In tanti anni di lavoro non ho mai avuto nessuna contestazione disciplinare. Mi conoscono tutti, ho sempre lavorato con diligenza o onestà. Ho ricevuto questa sospensione con un senso di profonda amarezza e mortificazione, per quella che è la mia storia personale e professionale di tante battaglie, sul lavoro e nel sociale, e anche per le conquiste per la mia categoria e nella lotta all’autismo”.

Calà aveva impugnato la delibera dell’Asp del 12 novembre 2019 con la quale veniva disposta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Il 29 maggio scorso l’UOC Avvocatura di Asp ha trasmesso l’accordo transattivo intervenuto tra l’azienda ed il dipendente interessato, avente ad oggetto la conversione della sanzione disciplinare in rimprovero verbale con la conseguente restituzione delle somme dovute a titolo di retribuzione, corrispondente a 15 giorni di sospensione e cancellazione dal fascicolo personale, nonché abbandono del giudizio iscritto. La direzione amministrativa ha invitato a procedere all’atto deliberativo di presa d’atto della transazione nonché degli adempimenti consequenziali. Il direttore UOC Gestione Personale Dipendente, dott.ssa Rosaria Salimbene, ha proposto la predetta conversione e l’annullamento della deliberazione del 2019 che era stata formalizzata nei confronti di Calà, con la conseguente restituzione delle somme dovute e l’eliminazione dal fascicolo personale della sanzione, in esecuzione dell’accordo transattivo tre le parti. Questa decisione è stata deliberata dall’attuale direttore generale dell’Asp Messina, dott. Giuseppe Cuccì, che (unitamente anche alla direzione sanitaria, alla direzione amministrativa e al segretario dell’azienda) ha così chiuso la vicenda con un provvedimento di buon senso e meritevole di un plauso.

“Ho sofferto tanto. Per me ora è la fine di un incubo e sono grato ai vertici Asp, nella persona in particolare del direttore generale, dott. Cuccì, per questo atto che dopo 5 anni e mezzo pone rimedio all’ingiustizia che ho subito. Ringrazio la mia famiglia e il mio amico Emanuele Cammaroto per essermi stati vicino”. Queste le parole di Pippo Calà.

C’è voluto molto tempo per arrivare a questa svolta ma Pippo Calà è un combattente, uno che non molla mai. Di recente vi abbiamo anche raccontato insieme a lui, con le sue parole, su TN24, un’altra battaglia ancora più difficile, la più importante, che lo ha impegnato: quella per la vita. L’intervento e le terapie affrontate dall’infermiere dopo aver scoperto una brutta malattia, grazie alla campagna di screening sul cancro al colon. All’amico Pippo, uomo di non comune tempra e professionista preparato che ha sempre dimostrato la sua preparazione, generosità e umanità, un forte abbraccio. Tasto stop e giù il sipario su questa brutta storia. Il tempo è sempre galantuomo.

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