Carosello Taormina: se non ritiri il mastello, arriva il sindaco e ti suona il campanello. Si potrebbe già riassumere così l’ennesima goliardata politico-mediatica del primo cittadino, Cateno De Luca, che annuncia la stretta finale sugli “irriducibili” del no al mastello per la raccolta differenziata e ovviamente annuncia la resa dei conti alla sua maniera. Alla Cateno De Luca.
“So chi ha ritirato i mastelli a Taormina e chi non lo ha fatto. Vi devo sputtanare in diretta? Sapete che faccio. Mi organizzo, prendo l’elenco di coloro che non hanno ritirato il mastello e comincio a bussare, in diretta. Devo fare questo? Non mi costringete a farlo. Per me non è un problema. Vi faccio un ultimo preavviso e vale per tutti”. Questo l’avvertimento dato in diretta social dal sindaco nel suo consueto appuntamento settimanale dedicato il lunedì al Comune di Taormina.
Come già ampiamente detto, l’argomento della “monnezza”, dal nostro punto di vista, non è di quelli appassionanti e – repetita iuvant – sarebbe anzi auspicabile che si passi a ben altri argomenti un pò più importanti, sforzandosi di alzare il livello in un posto come Taormina. Fermo restando che, ovviamente, quei 45-50 operatori economici che non hanno ritirato i mastelli fa bene il Comune a pressarli ed è giusto che si adeguino pure loro a quello che hanno già fatto tutti gli altri. Magari risolvendo la questione senza dirette ad hoc sul tema, in cui il mondo non si fa esattamente una bella idea delle cose che accadono da queste parti.
Ad ogni modo l’eventuale “delucata” dello “sputtanamento” agli irriducibili del mastello, bussando alla porta e quindi suonando i citofoni, riporta d’attualità un rito che, a suo modo, ha una lunga serie di precedenti. L’ultimo politico che si era avventurato a farlo fu Matteo Salvini, che in favore di telecamere andò da un tunisino a suonare, chiedendo: “Scusi, lei spaccia?”. E si scatenò un diluvio di polemica. Decisamente più fortunata fu l’epopea degli spot televisivi.
Ve lo ricordate, ad esempio, gli spot del Cacao Meravigliao e del Mulino Bianco? Sin dagli Anni Novanta il citofono è diventato l’elemento tipico di un linguaggio pubblicitario ironico, al centro di sketch comici. Un modo di comunicare più diretto e meno filtrato, perché un tempo non esistevano i cellulari per trovarsi. Anche in un vecchio spot di Vodafone Omnitel c’era un uomo che rispondeva al citofono e veniva catapultato in una situazione assurda. Stesso copione vale in Algida, dove si innescava una serie di equivoci da sitcom. Ve lo ricordate l’indimenticabile “C’è Gigi? No, E le cremeria?”. Uno spot che ha fatto epoca e da cui poi nacque una serie di altri spot della Cremeria Motta, durata per diversi anni. Quindi c’è stato pure il grande Nino Manfredi con lo spot Lavazza, allora filo diretto tra terra e paradiso. Poi negli Anni Duemila è arrivato pure George Clooney, con l’iconica frase “No Martini? No party”.
Stavolta si passa dalla cremeria di Gigi al mastello di Cateno e dal “No Martini? No party?” al “No carrellato? No party?”.
Attenzione perché il citofono è anche e soprattutto sinonimo di risposte imprevedibili. Ed è una tradizione che è passata anche da Taormina, dove un episodio a suo modo storico si è verificato alla fine degli Anni Novanta. I più attenti lo ricorderanno e a quelli che non lo conoscono lo raccontiamo noi.
Torniamo indietro di 30 anni, ad un’epoca nella quale a Taormina uno dei momenti più partecipati dalla comunità era la caccia al tesoro del Carnevale. E fu proprio allora che un noto e simpaticissimo taorminese – “bastardamente” imbeccato, da altri partecipanti al gioco, a recarsi lì dove non avrebbe dovuto – sicuro che fosse il momento del trionfo.
Il malcapitato si avventurò nella suonata di campanello in un’abitazione in Corso Umberto, ringhiando a voce alta: “Signora, sono arrivato. Sono qui per il tesoro!!”. E la signora gelò i suoi sogni di gloria. Come? Lanciandogli una secchiata d’acqua in testa…
E adesso il sindaco di Taormina proverà a riscrivere la storia dei campanelli in città? Si fermerà all’annuncio dello “sputtanamento” oppure vorrà davvero sfidare in diretta il “fattore x” del drin?


