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Taormina e il rebus del +28% su Booking.com: perché cercare non significa ancora prenotare

TAORMINA – Nei giorni del conflitto in Medio Oriente c’è un dato che riguarda Taormina e che fa discutere, forse foriero di illusioni o magari di buone speranze. Su Booking.com, infatti, si registra un +28% che riguarda Taormina. Ma +28% in che senso? Di cosa?

“La domanda di soggiorni è aumentata del 28% nelle ultime due settimane rispetto alle settimane precedenti” ha scritto in un post social Jonathan Sferra, ex assessore al Turismo del Comune di Taormina.

Ovviamente ricercare non è sinonimo di prenotare. Non c’è un rapporto automatico. Chi fa una ricerca online, a volte si informa e sceglie poi effettivamente quella stessa destinazione ma in altri casi anche no, guarda, si fa un’idea e lì si ferma.

Quindi “domanda di soggiorni” significa “ricerche sul sito” e non necessariamente prenotazioni perfezionate.

L’aumento indicato è solo indicativo perché è fisiologico che a inizio febbraio le ricerche/visite alla sezione Taormina sono sempre state inferiori a quelle della seconda metà di febbraio.

E, tra l’altro, poi Pasqua 2026 cadrà stavolta due settimane prima della Pasqua 2025, perciò sarebbe stato magari esercizio migliore quello di confrontare la domanda (anzi meglio: le ricerche) di quest’anno con quelle del corrispondente periodo dell’anno precedente, insomma paragonando la finestra temporale 01.03.25 – 15.03.25 con le due settimane successive 15.03.25 – 29.03.25.

A voler essere ottimisti, magari un elemento di positività o perlomeno di speranza ci può, comunque, essere: mentre la guerra nel Golfo rimane una “spada di Damocle” sul turismo internazionale, è possibile o probabile che quell’aumento di ricerche possa rappresentare un segnale. I turisti cominciano ad avere paura di prenotare nei Paesi del Medio Oriente, anche per la fase successiva alla conclusione del conflitto, perché è plausibile che possa verificarsi un periodo di instabilità. Non è un caso che solo a marzo ci sia già stato un crollo dell’80% nelle prenotazioni per Dubai. Di conseguenza, chi vuole viaggiare andrà a prediligere una meta più sicura, inizia a guardare altrove rispetto alle scelte che sin qui premiavano in gran numero l’area del Golfo. E tra le destinazioni prese in considerazione come alternativa c’è l’Europa, l’Italia e anche Taormina.

Morale della favola: calma e gesso e stiamo a vedere cosa accadrà da qui alle prossime settimane, che potranno cominciare a far capire se si verificherà una tendenza concreta e un’impennata reale anche sulle prenotazioni. Al momento si rimane in un limbo, sospesi al confine tra paure, speranze e suggestioni. Ed è un confine che viaggia nel cielo di un’incertezza legata anche o soprattutto all’imprevedibile “follia” degli attori politici che stanno giocando alla guerra. Trump su tutti.

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