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Taormina, Comune chiede a un cittadino 3600 euro per 4 annualità (già pagate) di Imu. “Non sono un evasore, errori inaccettabili”

TAORMINA – “Il Comune di Taormina mi ha chiesto più di 3 mila 600 euro di bollette di Imu che ho già pagato. Per mia fortuna avrò modo di dimostrare agli uffici che quegli adempimenti tributari li avevo già fatti regolarmente, ma quelle bollette le ho viste e riviste e mi sono chiesto come sia possibile che vengano pretesi tutti questi pagamenti con errori così evidenti?”. Così un cittadino possessore di seconda casa a Taormina esprime la propria incredulità e amarezza a fronte delle bollette ricevute dal Comune di Taormina per il pagamento di quattro annualità Imu, nella fattispecie riguardanti 2020, 2021, 2022 e il 2023 per un ammontare complessivo di oltre 3 mila 600 euro.

C’è un piccolo particolare, infatti, su tutte queste bollette: erano state già pagate dal contribuente in questione, che si è visto applicare pure la sanzione per ogni annualità dell’imposta Imu, dal 2020 al 2023. Oltre al danno, insomma, la beffa.

Nello specifico gli importi pretesi dal Comune sono i seguenti: 941 euro per il 2020 (330 euro di interessi, sanzione e spese di notifica); 929 euro per il 2021 (318 euro di sanzione, interesse e spese di notifica), 909 euro per il 2022 (298 euro di sanzione, interesse, spese di notifica); 867 euro per il 2023 (256 euro di sanzione, interessi, spese di notifica).

“Avevo già pagato complessivamente 2444 euro di Imu (ovvero 611 euro di imposta per annualità), dal 2020 al 2023, eppure mi sono visto richiedere queste quattro cartelle – evidenzia il cittadino che ha ricevuto la “sgradita” sorpresa – e non ho fatto alcun ravvedimento operoso. Per una bolletta si può anche sbagliare ma quando si parla di quattro annualità la situazione è preoccupante. Si parla sempre dei taorminesi come evasori, ed è facile sottolineare che ci sia tutta questa evasione in presenza certamente di alcuni casi di reale evasione ma anche di queste cartelle che in realtà sono errate e si pretende un pagamento non dovuto.

Per questo mi sento di fare un appello ai contribuenti taorminesi che rischiano di dover affrontare tali richieste di pagamento non dovute in forma analoga alla mia e li invito, nella malaugurata ipotesi non dovessero disporre del dimostrativo cartaceo di avvenuto pagamento, a consultare – anche tramite il proprio commercialista – il cassetto fiscale (Agenzia delle Entrate), dove sono presenti le ricevute di pagamento con F24″.

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