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Taormina, auto contro giovani. Faraci: “Il sindaco cerca visibilità per fare lo sceriffo. No allo show mediatico”

TAORMINA – L’ex consigliere comunale dell’Amministrazione Bolognari, Manfredi Faraci, rivolge un duro attacco al sindaco di Taormina, Cateno De Luca, a commento del grave episodio di cronaca riguardante un soggetto – non ancora identificato – che si è lanciato con la propria auto a folle velocità contro un gruppo di giovani a Spisone nella notte tra l’1 e il 2 giugno.

“Ieri sera – afferma Faraci – vedendo il video pubblicato purtroppo dal nostro caro sindaco istintivamente sono stato d’accordo con il messaggio di condanna dell’accaduto e del delinquente da denunciare alle autorità competenti. Poi però ho riflettuto un attimo e ho pensato: perché uno che non vive la città, non si interessa di nulla se non per ricordare ogni tanto che il suo nome è purtroppo accostato a quello di Taormina, guadagna 4 mila euro al mese per fare il “sindaco” una volta a settimana, si interessa improvvisamente di un incidente, “tentato omicidio”, certamente non sta a noi deciderlo, accaduto purtroppo l’altro ieri notte?”.

“Mi sono risposto facilmente – prosegue Faraci – che dovunque ci possa essere un’occasione di maggiore visibilità per dimostrare il proprio essere “lo sceriffo” della situazione, lui c’è. Il sindaco che io vorrei non è un influencer che si crede il padrone delle comunità che amministra, Taormina non è tua e non lo sarà mai che ti sia ben chiaro. Il sindaco che io vorrei il giorno dopo l’accaduto si sarebbe accertato che il delinquente fosse denunciato alle autorità competenti e le parti coinvolte rasserenate dalle istituzioni. Il sindaco che io vorrei non avrebbe spiattellato sui social i volti dei ragazzi lì presenti senza oscurarli e non avrebbe messo in piazza il nome del locale creando un danno di immagine a chi lavora e spende ingenti risorse per assicurare che centinaia di ragazzi per bene si divertano in maniera sana come accade dovunque. Il sindaco che vorrei subito dopo avrebbe concertato insieme alla Polizia e ai gestori dei locali una strategia di sicurezza che implementasse i dispositivi già attuati affinché ciò che è capitato non ricapitasse”.

“Tutto ciò, tutto questo show mediatico – conclude Faraci – serve solo a far cliccare di più un video. E un nome non rispecchia certo un’istituzione della Repubblica. Pubblicare usando certi toni il video non serve certo a individuare i colpevoli. Tutto ciò non fa bene all’immagine della nostra città nel panorama nazionale anzi al contrario fa pensare a tutti che la “perla dello jonio” sia diventata una meta turistica insicura e senza regole. Purtroppo chi ha amministrato Messina, Santa Teresa e Fiumedinisi ancora non ha capito dove si trova e il peso di ogni sua affermazione a livello nazionale ed internazionale”.

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