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“Scusate il ritardo”, a Taormina crociata last second contro la nuova stazione Rfi: è colpa di “Chen”?

TAORMINA – Taormina è la capitale siciliana del turismo ma prima ancora si conferma una capitale mondiale dei controsensi. Con 10 anni di ritardo, scatta la crociata contro la nuova stazione Madonnina, una stazione prevista in un punto, ai piedi del centro storico, che definire logisticamente infelice è un eufemismo. Ma la cosa che fa pensare e dovrebbe fare riflettere (parola sconosciuta ai più da queste parti) è che questa stazione non è stata proposta da Rfi l’altro ieri mattina ma oltre 10 anni fa. Nel frattempo l’iter è stato posto all’attenzione del Comune di Taormina, è andato in conferenza dei servizi ed è stato approvato con il parere di tutti gli enti preposti e interessati alle opere in programma per la nuova linea ferroviaria ad alta capacità. E c’è stata a suo tempo pure un’adunata politica a Roma per celebrare l’occasione con amministratori locali e deputazioni. E lo ripetiamo: è un’opera che nel frattempo è arrivata già alla fase attuativa, perché c’è già stato un maxi-appalto e il cantiere è aperto.

Se non fossimo a Taormina, dove il “finto-tontismo” (che fa rima con “para**lismo) non è l’eccezione ma la pura regola, ci sarebbe da sorprendersi. Bisognerebbe chiedersi dov’era la politica locale e tutti i vari amministratori che si sono visti passare sulla propria scrivania il progetto e hanno accettato un’opera che si poteva e si doveva immaginare di realizzare diversamente e non in quell’area. Non siamo tecnici e non vogliamo nemmeno appartenere a questa “parrocchia” ma è chiaro che si poteva ipotizzare altro. Anche perché poi Taormina rischia di trovarsi in una situazione paradossale con tre stazioni sul proprio territorio comunale: neanche fossimo in una metropoli. Quella nuova di Madonnina, quella nuova a Trappitello che ci sta tutta (che subentrerà, di fatto, all’attuale Giardini-Alcantara) e quella storica, esistente, a Villagonia, che ancora non si è compreso a cosa servire. Una bellissima stazione storica, obiettivamente una delle più belle in Italia ma che sul piano pratica non servirà più a nulla e che rischia, anzi, di diventare un cimitero noir degli elefanti umani.

In tutto questo caos, ovviamente, il sindaco attuale, Cateno De Luca, nei giorni dell’emergenza di Via Garipoli, affonda la lama nel burro del buco nero di un decennio, si lancia in tackle contro un progetto – quello di Rfi – che non piace e non va bene per Taormina e fa scattare la crociata contro la stazione di Madonnina. E, al netto dell’eterno conflitto paesano tra deluchiani e antideluchiani, chi potrà dire che sia uno sbaglio schierarsi contro la nuova stazione di Madonnina? Altrettanto evidente è che De Luca sa bene che sarà difficilissimo portare a casa oggi il risultato di far cancellare questo intervento e tutto dipenderà dall’approccio di Rfi sulla vicenda. De Luca, insomma, penserà: “se ci riesco mi fanno una statua”, “se dovranno farla, amen, non sarà colpa mia ma di quelli che prima di me hanno dormito”. Non fa una grinza il ragionamento.

Vuoi vedere che quando hanno presentato al Comune di Taormina il progetto della nuova linea ferroviaria, con i dirigenti e i tecnici di Rfi c’era anche l’uomo “Chen”. Lui, Giucas Casella, forse al grido di “Chen, chen, chen”, ha ipnotizzato gli amministratori taorminesi? “Bella, bellissima, vogliamo la stazione accanto alla Via Garipoli”, infatti hanno poi esclamato. E in verità c’è da sorridere se andiamo a rivedere nel nostro archivio anche qualche politico locale che sorride emozionato mentre osserva il progetto ma saremo clementi nel custodire per noi il segreto di un tempo che fu.

Sarà una stazione interrata, da realizzare in economia e a prova di frana. O forse non si farà. Vedremo. Giovedì, ormai tra meno di 48 ore, Rfi si pronuncerà nel summit in agenda a Roma e farà capire se ci sono i margini per riaprire tutto o se, al netto di altre benevole concessioni possibili sul progetto (vedi compensazione ai disagi con la strada Trappitello e forse pure lo stop al raccordo a Letojanni), la discussione sulla stazione Madonnina è chiusa e buonanotte ai suonatori.

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