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Scontri a Torino, il Cosap insorge contro “la giustizia dei domiciliari”: “Ora basta”

Il sindacato di Polizia “Cosap” – Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia – esprime “il proprio ribrezzo per l’inaudita e vile aggressione subita da un agente durante gli scontri di sabato scorso a Torino”. La dura presa di posizione del sindacato arriva nella giornata in cui i presunti responsabili dell’aggressione ai danni di un poliziotto preso a martellate sono stati rimessi in libertà

Un arresto ai domiciliari e due scarcerazioni con obbligo di firma per gli scontri a Torino è la decisione, infatti, del gip del Tribunale di Torino sulle tre persone arrestate subito dopo la guerriglia urbana verificatasi durante il corteo pro Askatasuna.

Il provvedimento è stato preso al termine dell’udienza di convalida dell’arresto dei tre manifestanti. Uno di loro, quello che si trova ai domiciliari, è il ragazzo di 22 anni di Grosseto accusato di concorso in lesioni e rapina, per avere fatto parte del gruppo di violenti che ha aggredito il poliziotto a colpi di martello. Gli altri due giovani sono entrambi torinesi.

“Un servitore dello Stato – dichiara il segretario nazionale del Cosap, Sergio Scalzo – è stato accerchiato, isolato e selvaggiamente picchiato da un branco di facinorosi che lo hanno rapinato del casco e dello scudo: un atto di una violenza bestiale che non può essere derubricato a semplice “incidente” di piazza”.

“Quello che lascia ancora più sgomenti è la risposta dello Stato. Nonostante il GIP abbia riconosciuto la natura di una «guerriglia urbana preordinata», le decisioni sulla convalida dei fermi rappresentano un’autentica umiliazione per l’intera categoria: concedere i domiciliari a chi ha partecipato al pestaggio e il solo obbligo di firma a chi ha bersagliato gli agenti con pietre, bombe carta e razzi è un segnale di resa inaccettabile. “Non possiamo più tollerare che chi attenta alla vita di un poliziotto torni a casa dopo poche ore” – dichiara la Segreteria Nazionale, “Siamo stanchi di vedere colleghi finire in ospedale mentre i loro aggressori se la cavano con misure ridicole. Questa non è giustizia, è la legittimazione della violenza contro le divise“.

Il Cosap – conclude Scalzo – denuncia con forza un sistema che sembra tutelare più i carnefici che le vittime. La viltà di chi colpisce un agente a terra e la successiva “indulgenza” giudiziaria minano la credibilità delle istituzioni e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. Non servono pacche sulle spalle, servono leggi che garantiscano il carcere immediato per chi aggredisce le Forze dell’Ordine. Invitiamo la politica e i vertici del Dipartimento, come spesso ribadito nelle comunicazioni del sindacato Cosap a uscire dal torpore. La nostra incolumità non ha un prezzo e la nostra dignità non è in vendita. Se lo Stato non è in grado di proteggere chi lo difende, chi proteggerà la democrazia?”.

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