Ilaria Salis attacca il piano casa varato dal governo Meloni. “Sicuramente è arrivato molto in ritardo, molto incompleto. Più che un Piano Casa lo definirei un Piano Sfratti, perché le vere innovazioni che introduce è la semplificazione delle procedure di sfratto sotto diversi aspetti, quindi andando ancora a ledere quelli che sono i diritti degli inquilini, andando ancora a ledere il diritto ad abitare”. Queste le parole dell’eurodeputata di AVS.
Secondo l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, dunque, le nuove misure non andrebbero affatto incontro alle reali necessità dei cittadini, configurandosi piuttosto come una manovra tardiva, incompleta e che, nei fatti, assomiglia maggiormente a un vero e proprio “Piano Sfratti”. La critica si concentra sulla mancanza di tutele strutturali per le fasce più deboli della popolazione e sulla gestione dei flussi abitativi, sollevando lo sdegno per la direzione politica intrapresa.
“Ora mettiamoci al lavoro per dare all’Italia un nuovo governo progressista e di sinistra”, ha aggiunto l’europarlamentare di AVS.
Dalla maggioranza di centrodestra non è mancata una reazione immediata. Dario Iaia, deputato di Fratelli d’Italia e relatore del provvedimento sul Piano Casa, ha rispedito le accuse al mittente bollando le affermazioni della Salis come puri slogan ideologici privi di fondamento tecnico. La maggioranza difende l’iniziativa definendola un “piano realtà”, volto esclusivamente a favorire il recupero degli alloggi vuoti e inutilizzati senza spingere in alcun modo verso le espulsioni forzate o gli sfratti indiscriminati. Gli esponenti del centrodestra suggeriscono infine, con toni ironici, che le critiche sollevate siano figlie di una lettura superficiale del testo o di una parziale incomprensione delle dinamiche introdotte dal decreto, rimarcando la distanza siderale che separa l’impostazione legale della maggioranza dalle posizioni della Salis in tema di proprietà privata e occupazioni.


