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Salis è l’asso nella manica della sinistra ma Calenda la mette in guardia: “Attenta a Renzi”

Il nome di Silvia Salis scala posizioni nei palazzi politici romani e nei sondaggi nazionali e da più parti viene considerata la possibile o probabile sfidante di Giorgia Meloni alle prossime elezioni Politiche. La convinzione è che a contrapporsi alla leader di Fratelli d’Italia, alla fine della fiera, non sarà né Elly Schlein né Giuseppe Conte. La sentenza sui vari scenari la darà, quasi certamente, il referendum sulla riforma della giustizia, ultimo banco di prova che precederà il voto del 2027. A quel punto, se il centrodestra dovesse riuscire a portare gli italiani al voto e a far passare la riforma, diventerebbe complicata la strada verso Palazzo Chigi degli attuali leader del centrosinistra. E Salis è pronta ad entrare in scena. La sindaca di Genova è la mossa che ha già da tempo messo in cantiere Matteo Renzi per sparigliare le carte e ribaltare gli equilibri nel campo largo e nei confronti degli avversari del centrodestra. Lei è consapevole che la vogliono come “federatrice” del campo largo ma, per ovvi motivi, glissa sulla prospettiva romana, sa che non può esporsi al rischio di “bruciare” adesso la sua nomination.

Ma Salis candidata premier, figura in discontinuità con gli attuali leader della sinistra, potrebbe rendere praticabile un’adesione al campo largo anche di Carlo Calenda? Il diretto interessato stima la sindaca di Genova ma ha già fatto sapere che la “paternità” politica di Renzi su questa eventuale candidatura di Silvia Salis vanificherebbe sul nascere ogni discorso: “Silvia Salis direi di stare attenta, Matteo la sta mettendo in una situazione pericolosa. Nel suo perfetto stile l’ha infilata in un tormentone mediatico che a lei, che sarebbe una leader eccellente, non fa affatto bene”. Calenda si è espresso così sul punto, sulle pagine de “Il Foglio.

“Renzi – dice Calenda – è entrato nel campo largo giurando amore eterno alla Schlein, promettendo che non avrebbe mai messo in discussione che sarebbe stata lei la leader, ma, come era ovvio dopo 7 nanosecondi, adesso sta già provando a fregarla. Per farlo cerca di utilizzare la Salis. E’ tipico di Matteo: si comporta in modo molto spregiudicato. Questa volta si è messo in testa di intestarsi la sindaca di Genova come leader riformista, come a dire ‘è una cosa che gestisco io’. Lei, per fortuna – prosegue il leader di Azione – è molto, ma davvero molto in gamba. Pensa e agisce con la sua testa e quindi credo e spero che non si farà fregare”.  

 “L’idea di Renzi – ha poi aggiunto sempre Calenda – è chiara: se all’inizio garantiva che Schlein sarebbe stata la leader adesso prova ad approfittare dell’ipotetica modifica della legge elettorale per dire che servono le primarie per scegliere il candidato premier e lancia Salis come candidata dei riformisti, ma è tutto un giochetto già visto, per questo lei non si farà fregare”. Non pensa sia una mossa legittima? “Ma no perché si tratta della solita operazione di Renzi, ha provato a farla anche con me, e cioè trovare qualcuno che  riporti lui e i suoi fedelissimi in Parlamento. Io spero siano sufficientemente intelligenti da non farsi fregare, ma questo è un problema loro, a me non mi riguarda più”.

Insomma, se Salis dovesse diventare la sfidante di Meloni, Calenda potrebbe ripensarci e tornare sui suoi passi, con un’adesione in “zona Cesarini” al campo largo: “No perché per me il posizionamento internazionale è dirimente, e purtroppo quello del campo largo non cambierebbe a prescindere da Salis, Manfredi o Schlein”. 

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