HomePolitica”Rinascimento Taormina”: “Al CRF permangono gravi criticità”

”Rinascimento Taormina”: “Al CRF permangono gravi criticità”

TAORMINA – I consiglieri comunali del gruppo Rinascimento Taormina, Nunzio Corvaia e Luca Manuli, hanno effettuato una visita, come da loro prerogativa, al depuratore di Giardini Naxos, sede principale del Consorzio Rete Fognante. L’iniziativa è stata organizzata “per verificare lo stato degli impianti e l’efficacia dei processi di depurazione, in un momento dell’anno caratterizzato dal massimo afflusso di reflui”.

“Accolti dal direttore del processo, Antonio Spadaro, e dal responsabile dei servizi tecnici, Carmelo Lo Pinto, – si legge in una nota – abbiamo potuto constatare che negli ultimi anni, grazie alla regolarità dei conferimenti da parte dei Comuni consorziati, sono stati effettuati interventi di manutenzione e miglioramento. È bene però ricordare che si tratta di attività ordinarie, rese possibili oggi soltanto dalla disponibilità economica che in passato mancava a causa dei ritardi e dei mancati versamenti degli stessi Comuni. Non c’è nessuna “marcia in più”: c’è semplicemente la liquidità per fare ciò che si sarebbe sempre potuto fare”.

«I dati delle analisi interne e dell’ARPA confermano valori ampiamente sotto i limiti di legge, evidenziando persino come la qualità dell’acqua del fiume Alcantara prima dello scarico sia peggiore rispetto a quella rilevata dopo l’immissione dell’acqua depurata. In attesa della realizzazione del pennello a mare a Giardini Naxos – progetto già presentato più volte in passato ma bloccato per mancanza di fondi – appare quindi incomprensibile e grave che lo scarico nel fiume avvenga senza un’autorizzazione regionale valida, scaduta nel 2017 e mai rinnovata. Ci è stato inoltre riferito che anche il pennello a mare di Letojanni non dispone di autorizzazione. Il Comune di Taormina, in quanto socio con maggior peso all’interno del Consorzio, deve farsi promotore in Regione per ottenere risposte rapide e non lasciare il Presidente e i tecnici in questa condizione di precarietà amministrativa» ha dichiarato Nunzio Corvaia.

«Oggi abbiamo visto che l’impianto ha potenzialità ben superiori a quelle oggi sfruttate. L’acqua in uscita, già pulita e nei limiti di legge, potrebbe essere riutilizzata, completando un ciclo virtuoso, mentre gli scarti del processo di depurazione potrebbero essere impiegati per produrre biometano, come previsto in origine. Questa dovrebbe essere la direzione del Consorzio: gestire l’intero ciclo integrato delle acque. Resta però il dubbio se l’attuale assetto giuridico – che di fatto non è un vero consorzio – lo consenta, ed è qui che serve un’azione politica chiara dei sindaci che ne fanno parte. Per noi questa sarebbe una delle poche partecipate comprensoriali davvero utili per le comunità, da sostenere e sviluppare» ha aggiunto Luca Manuli.

«È stato inoltre un segnale preoccupante sentire dagli operatori che molte criticità derivano dalle condotte comunali. Il Comune di Taormina deve avviare progetti per adeguare e manutenere le tubature, garantire portata sufficiente, eliminare allacci abusivi e separare correttamente acque bianche e nere. Senza un nuovo Piano Urbanistico Generale che fotografi la situazione reale e consenta interventi mirati, anche il miglior impianto di depurazione non potrà evitare ricadute negative sulla qualità del mare» hanno dichiarato congiuntamente Corvaia e Manuli.

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