Matteo Renzi punta sull’effetto Vannacci, che potrebbe spaccare la destra e indebolirla al voto delle Politiche. Il leader di Italia Viva non fa giri di parole e si sbilancia: “Se si dividono, la nostra vittoria è probabile”.
“Prima era la sinistra che litigava su tutto. Ora loro iniziano a perdere pezzi e l’opposizione dà segnali di unità. Tra un anno si vota e la domanda sarà: dopo cinque anni di Meloni come siete messi in termini di stipendi, sicurezza, sanità pubblica? Meglio o peggio di cinque anni fa? Io credo che la maggioranza degli italiani non sarà contenta. E se la destra si divide, la vittoria del centrosinistra diventa probabile, non solo possibile”, ha dichiarato Renzi al Corriere della Sera.
“Se conosco Meloni, lei proverà a tenere Vannacci in coalizione, contro Salvini e contro Tajani. Ma non so se riuscirà a farlo. E comunque è il primo pezzo che crolla. Non è detto che sia l’ultimo. La coperta è corta: se vuole aprire al centro, perde a destra. Se si blinda a destra, perde al centro”.
“Vannacci farà quello che gli fa più comodo. Del resto, nella Lega lui era finito. E così invece se la gioca. Se è abile potrebbe pure agganciare il movimento Maga di estrema destra mondiale, che considera Meloni traditrice. Ma comunque vada, il dato di fatto è che nel 2027 la destra potrebbe dividersi. Se la sinistra non fa autogol, possiamo vincere”.
Poi una bordata all’ex alleato: “Se Calenda va a destra perde una parte del suo gruppo dirigente. Guardate i numeri del Senato. Siamo partiti in nove senatori. Dopo la folle rottura del Terzo polo, oggi Calenda ha un solo compagno di viaggio e sta al gruppo misto e noi siamo otto. La verità è che Meloni sa di non poter fare affidamento sugli zig-zag di Calenda. Ed è per questo che non lo imbarca in coalizione e non gli offre un ministero”.
Infine il messaggio di Renzi a Elly Schlein: “Mettersi d’accordo su poche cose, concrete. Dobbiamo lavorare su come far restare i laureati in Italia, su come aiutare le famiglie che si separano a non crollare sotto la soglia di povertà, su come ridurre le liste d’attesa della sanità e su come abbassare la pressione fiscale”.


