HomeSiciliaRegionali Sicilia, "Votiamo in autunno": la conferma, sarà un'estate "rovente"

Regionali Sicilia, “Votiamo in autunno”: la conferma, sarà un’estate “rovente”

Sicilia verso il voto anticipato. Lo scenario che sino a questo momento è parso una possibilità, diventa una forte probabilità se non una quasi certezza. Le elezioni Regionali che a scadenza naturale si dovrebbero tenere nel 2027 sono destinate ad andare in scena prima della fine di quest’anno. Il dado sarebbe tratto o quasi.

Per le Regionali, come si ricorderà, si era votato nel settembre del 2022 e sin qui si prevedeva un election day, e quindi le Regionali ma nella medesima data anche le Politiche, nella primavera del prossimo anno. Ora si delinea un quadro diverso, che porterebbe i siciliani alle urne già ad ottobre o novembre 2026.

Le indiscrezioni trovano conferma e che si vada in questa direzione lo ha confermato a TN24 anche un’autorevole fonte molto vicina alla Giunta regionale di governo. Ad accelerare la conclusione anticipata della legislatura diversi fattori. Non soltanto le difficoltà dell’attuale maggioranza, acuite dal dopo-referendum e dalle dinamiche che a cascata stanno interessando la coalizione di governo a Roma e quindi anche quella a Palermo. Ma anche ulteriori fattori e ragionamenti politici: il centrodestra vorrebbe andare al voto evitando un ulteriore logoramento della maggioranza che, in sostanza, guarda già oltre gli odierni equilibri. Il bis per Renato Schifani è lontano e si affacciano all’orizzonte altre nomination, quasi certamente un altro candidato che non sarà semplice trovare in un centrodestra che aveva già fatto enorme fatica nell’estate del 2022 quando era uscito di scena, in circostanza analoghe, l’allora Presidente, Nello Musumeci. Quest’ultimo venne considerato “figura divisiva” e fu costretto a rinunciare ai suoi propositi di ricandidatura, stesso destino politico toccherà a Schifani, che a meno di improbabili ribaltamenti di fronte sarà avvicendato con un altro candidato.

Ad incoraggiare lo scenario di un “rompete le righe” anche le valutazioni di carattere economico-finanziarie, con un quadro di risanamento dei conti che, stando alle valutazioni che al momento vengono fatte all’interno della maggioranza palermitana, suggeriscono alla coalizione di centrodestra di andare al voto dopo l’estate.

Sette miliardi di euro, è il dato dell’avanzo di amministrazione presunto della Regione Siciliana al 31 dicembre 2025. Proprio nelle scorse ore la giunta regionale ha approvato un aggiornamento che certifica un risultato presunto pari a 5,2 miliardi di euro, cui vanno aggiunte le risorse liberate grazie alla recente revisione delle modalità di contabilizzazione del FAL (Fondo anticipazione di liquidità). E i big del centrodestra spingono per staccare la spina anzitempo, evitare ulteriori diatribe d’aula e cercare di capitalizzare subito un quadro – da questo punto di vista – favorevole che rappresenterebbe un elemento sul quale puntare per guardare alla prossima stagione di governo con i relativi margini di manovra necessari per poter fare investimenti, sostenere lo sviluppo e lanciarsi nella sfida di rendere la Sicilia più competitiva e attrattiva.

Sullo sfondo c’è poi un presupposto politico che viene prima di ogni altro. Votare subito significherebbe una sorta di “salvi chi può”, con la chance di evitare la scure del voto parallelo alle Politiche, che rischierebbe di tagliare fuori dalle liste alcuni degli attuali parlamentari e che li metterebbe al cospetto di un rimescolamento delle liste. D’altronde non è un mistero che da Roma verranno telecomandate molte scelte. I diktat capitolini arriveranno, inesorabili, in ogni caso e tuttavia il voto anticipato darà una “fiammella” di speranza a chi non ha più la certezza di tornare all’Ars e nemmeno di giocarsi la partita.

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