HomeSiciliaRegionali 2027, Forza Italia pensa a Falcone per il dopo-Schifani

Regionali 2027, Forza Italia pensa a Falcone per il dopo-Schifani

Il 2027 sarà un anno spartiacque per il centrodestra e lo sarà ancora di più per Forza Italia. La coalizione di governo si giocherà la sfida per le Politiche, ancora una volta sotto la guida di Giorgia Meloni e nello stesso momento si tornerà alle urne anche per le elezioni Regionali. I riflettori si accenderanno soprattutto sulla Sicilia, e qui Forza Italia vuole rivendicare nuovamente il diritto ad esprimere la nomination per la presidenza.

Da tempo ormai sono emerse diffuse perplessità sullo scenario di un bis per l’attuale governatore Renato Schifani. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani lo ha già riconfermato ma da più parti il messaggio che blinda Schifani viene letto e interpretato come un atto politico dovuto, perché detronizzare adesso e già in largo anticipo Schifani significherebbe scatenare un terremoto dentro ad una maggioranza che è già in difficoltà.

Il nome di cui si parla con sempre maggiore insistenza per il dopo-Schifani e su cui potrebbe puntare Forza Italia è Giorgio Mulè, ma non è detto che il vicepresidente della Camera possa decidere di scendere in campo lui in Sicilia. Mulè potrebbe anche restare a Roma con un ruolo ancora più rilevante nel quadro degli accordi che verranno sanciti nel centrodestra verso l’obiettivo di un eventuale governo Meloni bis.

Se non dovesse essere Mulè il candidato di Forza Italia e del centrodestra, a quel punto potrebbe prendere quota lo scenario di una discesa in campo di un forzista che avrebbe la “benedizione” dello stesso Mulè: Marco Falcone.

E’ uno dei big siciliani di FI, uno dei volti più stimati del centrodestra che si è costruito buoni rapporti anche al di là del perimetro interno alla sua coalizione: Falcone è l’europarlamentare che alle Europee del 2024 ha già dato una prova di forza conquistando 100 mila preferenze ed ingaggiando una sfida all’ultimo voto con Edy Tamajo, che riuscì addirittura a far meglio e a raggiungere quota 120 mila consensi. La forza dei numeri e l’esperienza acquisita sul campo, in ogni caso, legittimerebbero a pieno la prospettiva di una corsa al vertice di Palazzo d’Orleans da parte dell’esponente catanese del partito azzurro, già assessore nei Governi Musumeci e Schifani.

“Servono facce nuove” è il monito lanciato da Pier Silvio Berlusconi, rispetto alla classe dirigente sui cui dovrà puntare Forza Italia. Falcone è un nome che metterebbe insieme al contempo quell’effetto novità e l’esperienza di una “gavetta” politica già fatta ampiamente in questi anni. Ed è un profilo che avrebbe caratteristiche da politico ma anche da tecnico, visto che ha gestito deleghe pesanti a Palermo, come le Infrastrutture e poi l’Economia.

Non si tratterebbe di un “piano B” ma di una prima scelta nel panorama dei nomi sui quali potrebbe decidere di puntare Forza Italia al tavolo delle consultazioni di coalizione.

Attenzione, dunque, ad una possibile nomination di Falcone, che per adesso prosegue il suo impegno all’Europarlamento ma potrebbe diventare la mossa a sorpresa per il centrodestra in vista delle prossime elezioni Regionali.

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