Alta tensione in casa PD, dove Elly Schlein si giocherà tutto nel referendum del 22 e 23 marzo ed in caso di sconfitta del No rischia di perdere la sua chance di correre per Palazzo Chigi e sfidare Giorgia Meloni alle Politiche del 2027. Ma soprattutto ora è a rischio la segreteria del partito.
All’interno del PD, infatti, monta la “fronda” di quelli che non condividono la linea di Schlein e la contestano proprio sul referendum, con alcuni esponenti dem che sarebbero intenzionati a votare Sì sulla riforma della giustizia proposta dalla maggioranza.
Schlein tenta la linea dura e minaccia un repulisti: “Chi vota sì sta con Casapound”. Questo l’avvertimento della segretaria, che pare aver acuito le tensioni già evidenti.
La storica esponente democratica, Paola Concia ha risposto: “Anche tu hai votato come loro nel 2016”. Diversi big non sono contenti di Schlein e non è un segreto che Romano Prodi e Paolo Gentiloni auspicano una svolta, così come sono arrivate critiche alla segretaria da Lorenzo Guerini e Graziano Delrio ma soprattutto da Pina Picierno.
Sullo sfondo, ad accrescere le tensioni, c’è il progetto di una nuova Margherita, che sembra il preludio alla discesa in campo di Silvia Salis, con Matteo Renzi ma anche una parte del PD stesso che sponsorizzano la sindaca di Genova come “federatrice” del campo largo e possibile sfidante di Meloni alle prossime Politiche. Ecco perché il voto del 22 e 23 marzo diventa un bivio anche e soprattutto per Schlein.


