TAORMINA – “Il turismo a Taormina è come parlare del Padre Eterno ad un cattolico. L’overtourism è diventato come l’uso del prezzemolo in cucina ma tanta gente non ha nemmeno capito cosa sia esattamente. Non è il turismo di massa, come qualcuno pensa, ma la sovralimentazione turistica in una località che vive di turismo. Lo sbaglio di molti è confinare il termine overtourism al fatto che ci siano tanti, troppi, turisti. Io ribalto e parlo dei diritti dei residenti. Ogni turista che arriva in un posto deve adattarsi alla località. Il turista non è padrone di niente e non decide. Avete visto cosa ha fatto Amalfi? Ha creato un decalogo comportamentale e questo lo si dovrebbe fare anche a Taormina. Chi viene qui non è a casa propria e deve osservare delle regole. Non si possono calpestare i diritti dei residenti e non si può far passare il messaggio che il residente debba sentirsi limitato nella propria vita da uno scriteriato afflusso turistico”. Lo ha dichiarato il prof. Marcello Passalacqua. Il consigliere comunale di opposizione si è soffermato in aula sulla questione dell’overtourism”.
“E’ chiaro ed è ovvio – spiega il prof. Passalacqua – che un posto come Taormina non può chiudere le sue porte ai turisti. Ma il rigetto e l’intolleranza verso i turisti si vedono in tanti posti in tutto il mondo. Si vedono nelle località turistiche degli abusi, in senso lato, dei turisti verso i residenti, e si verificano le già citate limitazioni dei residenti nel proprio territorio e, alla fine, spesso si arriva poi alla saturazione. E’ una cosa grave e anche Taormina è destinata a questo scenario se non si pongono delle regole, come Amalfi ha deciso correttamente di fare”.
“Sarebbe folle e utopistico frenare l’avvento dei turisti, Taormina vive di turismo. Ma possiamo indirizzare i turisti e dare un’offerta che possa essere di vario tipo. Io plauso alla diminuzione degli eventi al Teatro Antico e servono ora anche poli museali per indirizzare un certo tipo di turismo”. Una statistica del Touring Club ha evidenziato come il 59% dei turisti mondiali viaggia d’inverno eppure nessuno riflette su questo dato. Prezzi più bassi e magari un caldo meno soffocante nei Paesi del Mediterraneo, ci sono tanti fattori da valutare ma bisogna intercettare questi flussi e cercare almeno in parte di veicolarli per destagionalizzare davvero”.


