Anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha preso parte al recente meeting “Da Capri una legge contro l’overtourism”, che ha visto tra gli altri protagonisti l’assessore al Turismo di Taormina, Jonathan Sferra.
E dal primo cittadino della località lagunare è stato sottolineato come “il turismo in Italia ha bisogno di qualità”. “Se noi portiamo qualità portiamo risorse, portiamo ricchezza e portiamo anche rispetto a quei cittadini che poi vivono le nostre città”. “A Venezia, per disincentivare gli escursionisti giornalieri in alcune specifiche giornate, abbiamo avviato la sperimentazione del Contributo di Accesso. Il prossimo anno continueremo la sperimentazione, introducendo alcune modifiche. La Città sarà sempre aperta, e sarete tutti i benvenuti, nessun escluso, ma è necessario agire per garantire un futuro a Venezia”.
“Avevo il dovere di trovare una ricetta a fronte di una situazione in cui si era subita questa pressione dei turisti. Overtourism non significa tanto fatturato e tanti clienti negli hotel e le residenze turistiche. Ci sono giornate in cui abbiamo i turisti giornalieri che arrivano la mattina e vanno a casa la sera, ed è un diritto di tutti il frequentare i luoghi. Ma i flussi vanno razionalizzati per rendere vivibile il territorio. Chi viene in giornata si porta il passeggino per i bambini e lo zainetto e non ha un luogo dove stare e gira la città in maniera frenetica e cerca di vedere tutto in poche ore, riuscendo ad assaporare niente. Chi viene per qualche giorno, e spesso torna anche come routine in questi luoghi, imposta una visita diversamente. Siamo tutti persone che vogliamo essere rispettati quando visitiamo un luogo. Il rispetto può diventare il punto di unione e di caduta con il quale potersi sedere ad ogni tavolo”.
“Io diffido da proclami e protocolli, perché poi si rischia di non fare niente e capisco le parole del ministro che dice che non bisogna chiudere le città o che sia contraria ai ticket. Ma oltre ai dibattiti dobbiamo trovare soluzioni concrete, sennò rischiamo di fare scappare la qualità del turista in cambio della qualità. Ci sono posti iconici che vanno valorizzati. Bisogna trovare il modo di far sì che la fruizione di questi luoghi sia viva, non usa e getta. Dobbiamo impegnarci a sviluppare l’economia di un territorio, che non è solo turismo: pensate all’artigianato di qualità. Non quello che si importa dalla Cina a 5 centesimi. Nell’agronomico e nel food siamo leader nel mondo, occorre puntare sul made in Italy ma anche davanti ai negozi e alle attività commerciali non ci può essere la ressa”.
“Quando io sono stato eletto, abbiamo bloccato la realizzazione di altri alberghi nel centro storico di Venezia. All’inizio ci sono state critiche ma nella realtà ha funzionato e gli stesso albergatori si sono trovati un reddito maggiore perché il tuo prodotto diventa più prezioso se c’è un limite. Abbiamo spiegato a livello mondiale che nelle giornate di maggiore afflusso turistico è stato introdotto il Contributo di Accesso rendendo prenotabile la città e con hotel e b&b sappiamo già che quelle persone, che si sono dichiarate, non pagano nulla in più e già pagano la tassa di soggiorno nella loro struttura ricettiva. Noi gli diamo un racconto della città che punta alla qualità e si crea un patto tra la comunità locale e il visitatore, un patto di rispetto reciproco. Anche la sicurezza è un tema che va collegato al turismo, spesso sono arrivati personaggi che creano problemi, gente che scrive sui monumenti e nelle piazzate e ci vorrebbe la galera per chi invece fa uno scippo. Bisogna costruire una nuova legislazione che tenga conto delle sfide che affronta un sindaco. Occorre dare più potere ai sindaci, perché la gente quando si lamenta di un problema se la prende con noi. Il cittadino dice “io ho votato te e i problemi li devi risolvere tu”. Se un sindaco fa bene lo rivotano, se sbaglia lo colpiscono non rivotandolo ma deve poter operare nelle condizioni di affrontare tutte le criticità nella gestione del territorio”.
“Nelle giornate di massimo afflusso turistico – aggiunge Brugnaro – abbiamo introdotto un balzello di 5 euro e lo porteremo a 10, come una sorta di “bollino nero” per scoraggiare chi viene in giornata, ma è un modo per dire che magari possono comunque venire in tutte le altre giornate dell’anno. Il mondo sta cambiando e dobbiamo essere in grado di creare un modo di organizzare le cose con la tecnologia digitale. Si prenota tutto e si possono prenotare anche le gite per tempo, cercando di offrire una città accogliente. Se 5 o 10 euro sono troppe, in quei 25 giorni dell’anno, le persone potranno comunque venire in altre date perché l’anno è fatto di 365 giorni. E’ necessario distribuire le persone durante i 12 mesi e dare agli stranieri quell’accoglienza e un clima di cordialità e vivacità, alzando la qualità e la condizione di vivibilità del territorio”.


