TAORMINA – Piove sul bagnato all’ospedale di Taormina. Come anticipato ai lettori di TN24 arriva un’altra brutta notizia e, in un clima di smobilitazione che prosegue nell’indifferenza generale, il presidio di contrada Sirina sta per perdere uno dei suoi professionisti più importanti ed apprezzati: il dott. Antonio Politi, primario dell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria del San Vincenzo di Taormina.
Incombe il pensionamento di Politi, che dovrebbe congedarsi dal servizio il 13 febbraio 2024, data in cui compirà 70 anni. Questo scenario potrebbe essere scongiurato soltanto da una proroga da parte dell’Azienda Sanitaria ed il dott. Politi potrebbe ancora restare e sarebbe disponibile a proseguire il suo impegno in ospedale. Ma il prolungamento del rapporto di lavoro al momento non c’è. Politi ha ancora energie, motivazioni e voglia di mettersi al servizio della gente ed aiutare chi ha bisogno. Nessuno, però, lo ha chiamato, nessuno ad oggi gli ha proposto di restare al suo posto.
L’addio di Politi rappresenterebbe un altro colpo pesantissimo ad un ospedale che continua a perdere pezzi, dove i reparti chiudono o riducono le prestazioni e se ne vanno i professionisti migliori, che hanno portato avanti la struttura e l’hanno fatta crescere da diversi anni a questa parte.
La U.O.C di Otorinolaringoiatria di Taormina è un reparto all’avanguardia in ambito oncologico che in questi anni ha salvato tante vite. L’equipe diretta dal prof. Politi rappresenta un’eccellenza, in particolare, nella cura dei tumori della testa e del collo, che includono tumori molto diversi tra loro che hanno origine negli organi e nelle strutture dell’area del collo e della testa, incluse le vie aerodigestive superiori. Questi tumori prevedono una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi del 57% nei maschi e 58% nelle femmine. La prevenzione è fondamentale ma lo è altrettanto la possibilità di curarsi in dei reparti preparati e capaci di affrontare al meglio la sfida di questa malattia. Tra i centri di riferimento in Sicilia al Sud Italia c’è l’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale San Vincenzo di Taormina.
Politi è arrivato a Taormina il 2 gennaio 2000. In questi 23 anni ha dato prova della sua capacità e preparazione, si è dimostrato un ottimo medico ma soprattutto un professionista dotato di spiccate doti umane, sempre al fianco dei pazienti che ha assistito ed ai quali in molti casi ha salvato la vita, coadiuvato da uno staff che insieme a lui è diventato un simbolo di buona sanità a Taormina e più in generale in tutta la Sicilia. Non a caso qui vengono a curarsi persone da altre province ed anche dalla Calabria. Politi ha ricevuto importanti riconoscimenti ed è stato inserito anche in una commissione internazionale di esperti per la ricerca, in prima linea nella lotta ai tumori.
Adesso è corsa contro il tempo. Febbraio è ormai alle porte, ma al momento Politi è destinato al pensionamento, non è stato convocato per prolungare il suo rapporto e magari chissà se la prospettiva è quella di indire un concorso per nominare al suo posto un nuovo primario.
L’uscita di scena di Politi imprimerebbe un’accelerazione significativa al percorso di destrutturazione finale del San Vincenzo di Taormina. Si avvicina al punto di non ritorno l’odissea di un presidio che nel tempo è cresciuto ed è diventato “ingombrante” per la sanità di Messina e Catania e che per questo la politica siciliana ha deciso di asfissiare e demansionare a presidio di periferia. La stessa politica che, ovviamente, ha succhiato il sangue al San Vincenzo e che ora gli sta preparando l’estrema unzione.
Non a caso, la Regione Siciliana – nell’ambito di una proposta già pronta di riforma della rete sanitaria – intende mettere l’ospedale di Taormina sotto il controllo dell’Azienda Ospedaliera “Papardo”.
Via, insomma, un centinaio di posti letto, poi una lunga serie di sforbiciate ai reparti e infine il benservito ai migliori primari con l’arrivo a Taormina di un paio di “ciucci”. E l’eccellenza sanitaria da difendere? E il diritto alla salute dei cittadini? Rivolgersi alle strutture dei capoluoghi di provincia, a Taormina accontentatevi di un ospedale cartonato e sciroppatevi 7-8 ore al Pronto Soccorso.
Tutto si compie, o forse no. Il “caso Politi” è la goccia che può far traboccare il vaso. Sull’argomento ritorneremo a breve con un approfondimento ad hoc, che ci aiuterà a capire in via definitiva se nella sanità siciliana si applica lo stesso metro per tutti o se esistono “figli e figliastri”. Noi ovviamente la risposta la conosciamo bene.


