TAORMINA – Il 4 febbraio è una data amara per Taormina. Esattamente 16 anni, in questa giornata, si è compiuta una delle tragedie che hanno toccato il cuore della città e che hanno segnato il destino di un giovane taorminese da non dimenticare: Alessandro Galea.
Nella serata di quel “maledetto” giovedì 4 febbraio 2010 Taormina, come tutta la riviera Ionica, venne interessata da un black-out totale, che durò per 4 lunghe ore. Le strade e le case rimasero al buio. Ed è in quei momenti drammatici che, in circostanze sfortunate, il 29enne Alessandro Galea precipitò nel vuoto dal balcone del primo piano dell’abitazione di un amico. Un volo tragico, poi la corsa disperata in ospedale, con il trasporto d’urgenza al Policlinico Messina. Nei giorni successivi l’intera cittadina taorminese accompagnò con la sua fede e la preghiera la speranza di una ripresa di questo giovane, che però – dopo aver lottato per diversi giorni con tutte le sue forze – nel tardo pomeriggio del 16 febbraio fu costretto ad arrendersi alle gravi conseguenze di quella caduta. La mano cinica e spietata del destino ha colpito con quella disgrazia una famiglia, ha toccato l’anima di una comunità sconvolta.
In questi anni Alessandro Galea è stato ricordato con un Memorial a lui intitolato ed al quale hanno partecipato tutti gli amici che si sono stretti attorno alla sua famiglia. Un evento nel segno di quello sport e di quel calcio che Alessandro amava tanto.
Alessandro Galea, poche ore fa, il 3 febbraio scorso, avrebbe festeggiato il suo 45esimo compleanno. Oggi è uno degli angeli di Taormina, che da lassù guardano i loro cari e non smettono di amare la propria città. Qui non è stato dimenticato dai taorminesi, che gli hanno voluto bene e per sempre gliene vorranno.
Il ricordo di Ale – come lo chiamavano gli amici e gli affetti più cari – vive nel cuore della gente. D’altronde questa è la storia di un giovane sfortunato che era riuscito a farsi volere bene da tutti. Alessandro si è fatto apprezzare perché è sempre rimasto se stesso, senza costruirsi né snaturarsi, con la sua generosità e la sua semplicità. E le persone che sono così, al di là di ciò che accade all’esito di una parabola terrena, lasciano un segno importante nell’immaginario collettivo. E la storia di Alessandro Galea ha consegnato al libro di questa comunità un ricordo forte, un segno indelebile che resiste al tempo e che anche la morte non potrà scalfire. Perché l’assenza lascia un vuoto incolmabile ma non sarà mai oblio.
Il nostro abbraccio ai familiari di Alessandro.


