E’ ormai guerriglia urbana a Torino, lungo l’asse di corso Regina Margherita, iniziata dopo il grande corteo organizzato come reazione allo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto poche settimane fa. Una delle strade principali del quartiere di Vanchiglia, a poca distanza dal centro, è teatro di lanci di grossi petardi, pietre e bombe carta da parte di un gruppo di manifestanti, molti di loro a volto coperto e con le maschere antigas.
Le forze dell’ordine sono state schierate a difesa dell’immobile sgomberato e stanno rispondendo con lanci di lacrimogeni e con gli idranti. Si è verificato, in particolare, il gravissimo episodio di un’aggressione ad un poliziotto, vittima di un pestaggio da parte di alcuni manifestanti e tratto in salvo da un suolo collega dopo aver subito calci e pugni.
Grossi cassonetti dell’immondizia sono stati spostati a centro strada per impedire alle camionette della polizia di avanzare, al contempo diversi contenitori sono stati dati alle fiamme. A farne le spese sono stati anche oggetti prelevati dai dehors vicini come sedie, tavolini e funghi riscaldanti. Durante gli scontri le forze dell’ordine hanno fermato alcuni manifestanti, una camionetta della polizia è stata incendiata, mentre ci sarebbero anche alcuni feriti, fra cui un uomo colpito alla testa. La centrale operativa del 118 di Torino ha gestito il trasporto di 6 feriti, tre al CTO, tre al Giovanni Bosco. Nessuno grave. Il dato si riferisce genericamente ai presenti e non distinguere tra F.F.OO e manifestanti.
La Centrale Operativa in occasione della manifestazione di oggi ha rafforzato il presidio delle aree interessate dalla manifestazione chiedendo la massima disponibilità di mezzi alle associazioni convenzionate con equipaggi aggiuntivi in caso di necessità. Un infermiere della Centrale è inoltre in servizio in questura per un maggiore raccordo tra la centrale operativa e gli altri enti. È questo l’esito parziale del corteo che, nella prima parte del pomeriggio, aveva raccolto in strada 50 mila persone secondo gli organizzatori, 20 mila secondo la Questura, che hanno attraversato una parte del centro. A rispondere all’appello degli organizzatori sono state migliaia di antagonisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
“Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini”. Sono queste le prime parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”. “Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile – ha aggiunto Lo Russo – Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità”.
“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza”. Così Matteo Salvini commentando gli scontri di Torino.
“Torna la violenza degli anarchici di Askatasuna contro le forze dell’ordine. A Torino devastano il centro della città come hanno sempre fatto. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando. Sono solidale con poliziotti, carabinieri e finanzieri che garantiscono l’ordine pubblico nel nostro Paese”. Lo scrive sul suo profilo X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto sui social.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


