HomeEuronewsOk, il tetto è giusto: il "parto travagliato" dell'accordo sul price cap

Ok, il tetto è giusto: il “parto travagliato” dell’accordo sul price cap

Dopo lunghi mesi di negoziati difficili, i ministri dell’Energia dell’Unione Europea hanno sono riusciti a fissare un tetto al prezzo del gas. Il meccanismo, che limiterà il costo del combustibile importanto in Europa, entrerà in vigore a partire dal 15 febbraio 2023 e si attiverà solo in presenza di particolari condizioni.

Il price cap sarà attivato quando i prezzi del gas superano i 180 euro/megawattora per tre giorni consecutivi di contrattazione al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa. Contemporaneamente, dev’esserci una differenza superiore ai 35 euro/megawattora tra il costo al Ttf e quello del gas naturale liquefatto sul mercato globale.

In questo caso viene applicata una soglia massima “dinamica” di prezzo, che riguarda tutti i contratti stipulati per forniture di gas da corrispondere a un mese, a tre mesi o a un anno di distanza dalla stipula. Ne restano esclusi soltanto quelli concordati tra privati senza intermediazione del mercato e quelli per consegne giornaliere o nel giorno successivo.

Il price cap sarà automaticamente disattivato in caso di aumento dei consumi del 15% in un mese o del 10% in due mesi, ma anche in caso di calo significativo nelle importazionidi Gnl o nei volumi scambiati al Ttf rispetto all’anno precedente. Al momento il prezzo si aggira sui 110 euro, ben al di sotto della soglia di attivazione, ma la scorsa estate erano stati toccati picchi di oltre 300 euro/megawattora.

“Ci è voluto del tempo anche concordare quello che ritengo un compromesso equilibrato fra i due schieramenti principali. Oggi abbiamo deciso un meccanismo temporaneo, efficace e pragmatico che proteggerà i cittadini e le imprese dai prezzi eccessivi del gas sperimentati quest’estate”, ha detto Jozef Síkela, ministro dell’Industria e del commercio della Repubblica Ceca.

Nonostante gli sforzi profusi, comunque, è stato impossibile ottenere un accordo unanime: già la proposta formulata dalla Commissione aveva evidenziato una profonda spaccatura fra i Paesi europei. L’Ungheria ha votato contro, mentre Paesi Bassi e Austria si sono astenute. La Germania, inizialmente contraria al tetto, alla fine ha dovuto accettare il compromesso a denti stretti, come dimostrano le parole del ministro tedesco per l’Economia e l’azione climatica Robert Habeck.

“Sono un po’ scettico sul fatto che introdurre un meccanismo di correzione del mercato sia la scelta giusta. Ma ora ci siamo accordati e direi che va bene, perché abbiamo molte garanzie e meccanismi per monitorare la situazione, e sospendere lo strumento in caso di minaccia all’approvvigionamento dell’Europa”.

“L’Italia è stato il primo Paese a chiedere di mettere un prezzo al tetto del gas e il Paese che più lo ha voluto”, ha invece rivendicato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica italiano, Gilberto Pichetto Fratin. L’obiettivo, ha spiegato, e’ “fermare la grande speculazione”. “Si tratta di un servizio a cittadini e imprese”.

Fonte: Euronews

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