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Naxos 2026, De Luca già “festeggia”: il “Facilitatore” e la diaspora dei rivali spianano la strada a Puccio

GIARDINI NAXOS – Le elezioni a Giardini Naxos sono ancora lontane eppure Cateno De Luca sente già profumo di vittorie e non nasconde l’ottimismo perché i fattori determinanti si stanno incastrando nel modo giusto, o come direbbe poeticamente qualcuno “i pianeti si vanno allineando”. Il sindaco di Taormina sente vicina la “presa di Naxos”, che rappresenterebbe una boccata d’ossigeno dopo le due fasi disastrose di Monza e delle Europee.

Al ritorno da Roma, dagli impegni in Fenapi, De Luca si è recato a Giardini Naxos, per una riunione con i suoi candidati (alla presenza del co-sindaco di Taormina, Massimo Brocato). Ultimi dettagli in casa De Luca prima di annunciare la candidatura a sindaco del “fedelissimo” Salvo Puccio. Manca solo l’ufficialità, che arriverà a marzo. “Adrenalina allo stato puro a Giardini Naxos. Presenteremo i nostri tre candidati a sindaco Sabato 7 marzo”, ha fatto sapere De Luca. “Abbiamo stabilito di riaprire la piattaforma, siamo a 700 iscritti, dal 2 al 5 marzo si vota e si sceglieranno i candidati delle tre liste. Vi aspettiamo al passo“, ha dichiarato De Luca.

Il piano di gara di De Luca sembra, insomma, poter condurre il suo “pretoriano” Puccio a Palazzo dei Naxioti.

Il sindaco di Taormina spinge sulle liste per completare l’obiettivo di mettere in campo quanti più candidati possibili e conta così di disperdere voti e frammentare sul piano elettorale le famiglie e quindi le potenzialità dei candidati l’altro campo. Una strategia per indebolire ulteriormente quel fronte avversario che, di suo, ha già fatto sin qui il massimo per mostrarsi debole e poco coraggioso al cospetto del tandem De Luca-Puccio ma prima ancora agli occhi della città.

Il fronte anti-deluchiano, a meno di improbabili lampi di lungimiranza politica, si presenterà diviso al voto, con tre o quattro candidati e forse qualche movimento in extremis che non sposta la storia. Uno scenario che sa di “sentenza” ai nastri di partenza e che aiuterebbe Puccio, al cui sostegno De Luca vuole schierare tre liste per accompagnare una candidatura che ha i suoi pro e anche i suoi contro. De Luca punterà sul “messaggio mediatico” della preparazione amministrativa del suo candidato ma soprattutto lavora per provare a rendere più “popolare” la presenza di Puccio. Il geologo sarà al suo “battesimo politico” e verrà chiamato a scendere dallo status dei tre metri sopra il cielo nei palazzi per misurarsi nel terreno assai più istintivo e volubile delle piazze e delle strade. Si sa che la dimensione del marciapiede è sempre un’altra cosa e l’elettorato fa le sue valutazioni che quasi sempre esulano dall’analisi dei curriculum e se ne infischiano dei programmi e dei discorsi troppi impegnati.

Per adesso, tuttavia, sembrerebbe sortire gli effetti l’astuta mossa (inconfessabile) di De Luca, di cui da queste parti, si parla con sempre maggiore insistenza e di cui vi abbiamo accennato nei giorni scorsi. Una voce tra fantasia e realtà, dove sembra esserci molta più realtà che fantasia. E’ il cosiddetto “patto di non belligeranza” che sarebbe stato sancito da De Luca con qualche pezzo del centrodestra, anzi con qualche esponente in particolare, ai piani alti della politica palermitana (ma poi non palermitana), che avrebbe, in sostanza, recitato il ruolo di “Facilitatore” impegnandosi a far allentare la pressione su Giardini Naxos nel fronte rivale di De Luca e quindi rispetto all’ipotesi di un eventuale blocco compatto anti-deluchiano. Sullo sfondo, d’altronde, si avvicinano le Regionali del 2027, che non sono poi così lontane, e la politica – lo abbiamo già rimarcato – ha le sue aree di influenza, e la zona Ionica oggi ha il suo “dominus” nel leader di Sud chiama Nord. Sono le tradizionali dinamiche e le regole non scritte della politica, che – da destra a sinistra – decide con i suoi attori i territori dove ci si confronta davvero ma prima ancora quelli dove non bisogna darsi troppo fastidio. E nei piccoli comuni è un pò più facile fare andare le cose come possono o devono andare.

Il resto lo sta facendo a Giardini Naxos la contesa “fratricida” tra i vari candidati dell’area anti-De Luca, una diaspora che naviga le acque di un sostanziale impegno e/o disimpegno non casuale delle varie figure della politica locale in un quadro frammentato. Ed è un quadro che forse potrebbe poi apparire molto più chiaro dopo le elezioni.

“Divide et impera”, dividi e comanda, o per dirla in scolastico belgradese… “spaccali” e vai a farli fessi. La strategia di De Luca è sempre quella. Lo spartito non cambia a, al netto del “facilitatore” di turno o dei “Cavalli di Troia” di ogni partita, gli avversari si fanno portare a spasso e il parlamentare di Fiumedinisi ringrazia. Il copione nella zona Ionica si ripete con una puntualità svizzera e sembra trovare terreno fertile a Giardini Naxos, come fu a Taormina nel 2023. L’atto finale della sfida dalle parti della Nike non è neanche iniziata ma De Luca ha già lo spumante in ghiaccio. E adesso De Luca può concentrarsi su Messina e Puccio potrebbe avere davanti a sé un’autostrada per la conquista di Palazzo dei Naxioti.

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