La terra è tornata a tremare in Myanmar dopo il tragico terremoto di magnitudo 7,7 di venerdì. Domenica è stata registrata una nuova scossa di assestamento di 5,1: i cittadini impauriti sono tornati a urlare per le strade a Mandalay, ma non ci sono state segnalazioni immediate di ulteriori danni.
Finora sono stati segnalati 1.644 morti e 3.408 dispersi in Myanmar, ma molte aree non sono ancora state raggiunte e molti soccorsi sono stati effettuati da persone che lavorano a mano per cercare di rimuovere le macerie, ha dichiarato Cara Bragg, responsabile del Catholic Relief Services di Yangon nel Paese. Il sisma è stato registrato lungo la faglia di Sagaing, punto di incontro tra la placca indiana e quella eurasiatica: oltre cinquanta le scosse di assestamento con le più forti di venerdì di magnitudo 7,7 e 6,4.
L’Ocha, l’ufficio di coordinamento degli aiuti delle Nazioni Unite, ha riferito sabato che gli ospedali della zona sono sovraccarichi, con danni ingenti alle infrastrutture sanitarie. Le comunicazioni internet sono interrotte nella città principale di Mandalay e le rotte terrestri e aeree sono fortemente danneggiate.
Secondo le fonti della Nazioni Unite, più di novanta persone sarebbero rimaste intrappolate nelle macerie di un condominio di Mandalay. Circa 1.690 case, 670 monasteri, 60 scuole e tre ponti sono stati danneggiati e si teme per l’integrità strutturale delle grandi dighe.
Fonte: Euronews Italia


