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Miracolo a Taormina, TN24 suona la sveglia e partono i lavori alla Villa Comunale

TAORMINA – Mercoledì 11 marzo 2026 ci eravamo soffermati sull’incredibile scenario della Villa Comunale di Taormina, dove, a distanza di un mese dalla tempesta di vento avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, gli alberi abbattuti dal vento sono rimasti ancora lì. Il parco è stato parzialmente riaperto già il 20 febbraio con una sola parte fruibile e le transenne a delimitare tutta la gran parte del sito ancora chiusa. Una situazione surreale nella quale avevamo sottolineato che gli alberi crollati bisognava rimuoverli immediatamente, senza perdere tempo e indugiare, soprattutto senza lasciarli sotto gli occhi dei turisti e a portata dei loro iPhone che li fotografano e portano nel mondo quelle immagini.

L’abc dell’amministrare bene vorrebbe, insomma, in questi casi che ci si adoperi nella direzione del fare il possibile e l’impossibile in pochi giorni per un ritorno alla normalità. Poi è chiaro – lo si è detto – che per le torrette c’è tutta un’altra storia e un dissesto strutturale che impone tempi molto più lunghi e una strada complessa che passa dal reperimento delle risorse.

E allora eccolo il “miracolo della normalità” che porta evidentemente la firma di TN24. Il nostro giornale suona la “sveglia” l’11 marzo e il giorno dopo partono i lavori. Una pura casualità ovviamente. La storia si ripete, con il Comune di Taormina che si preoccupa di dare una risposta e si desta dal letargo, s’adopera con quella rapidità che sin qui è mancata per un lunghissimo mese. Scattano i lavori da 50mila euro per rimuovere i pini, crollati e/o pericolanti, e si materializza la definizione fulminea della procedura per l’affidamento. Ma su questo lo abbiamo pure evidenziato il paradosso di un Comune che è la “patria” degli affidamenti diretti e proprio stavolta che si trattava di un’emergenza ha scelto di espletare un iter a passo lento.

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Amen. Almeno la rimozione degli alberi abbattuti dalla bufera è iniziata. Ed era ora. Bene così. Finalmente. E’ già qualcosa ed è la dimostrazione che per darsi una mossa a volte basta poco. Ma dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. E non dovremmo essere sempre noi a “stimolare” i miracoli della normalità, meno che. Tantomeno quelli che rientrano nell’ordinaria amministrazione.

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