Maurizio Sarri aspetta l’evoluzione della situazione in casa Milan. Il toscano ex Napoli, Juventus e Lazio è il grande favorito per la panchina del club rossonero se dovesse arrivare la decisione di una separazione anticipata con Paulo Fonseca. Il derby vinto contro l’Inter aveva allontanato le ombre sul destino dell’allenatore ex Lille e Roma ma adesso lo spettro dell’esonero è tornato prepotentemente ad aleggiare su Fonseca, le sconfitte contro Bayer Leverkusen e Fiorentina rischiano di mettere in discussione il futuro di Fonseca e anche gli obiettivi stagionali del Milan, che vede allontanarsi la qualificazione in Champions League (all’esordio era già arrivata la sconfitta contro il Liverpool) e adesso anche in campionato, con il Napoli, l’Inter e la Juve che sembrano avere un altro passo.
E allora Sarri è il nome in pole position, con Igor Tudor prima alternativa. Il tecnico di Figline avrebbe già avuto dei contatti con il Milan, dando disponibilità a subentrare sulla panchina dei rossoneri se dovesse precipitare la situazione e considerando la rosa adatta al suo calcio. Nel Milan attuale Sarri è convinto di potersi giocare la sua chance di rilancio e ritiene che ci sarebbero le condizioni per fare il suo amato modulo, il 4-3-3 con il tridente Pulisic-Morata-Leao davanti e Fofana come diga a metà campo, puntando su una difesa alta con Gabbia e Tomori centrali e Theo esterno di spinta a tutta fascia.
In una intervista alla Gazzetta dello Sport, Sarri ha comunque detto di non volersi intromettere nelle vicende del Milan e di avere rispetto per Fonseca: “I tifosi mi vorrebbero ora? Mi sembra brutto parlarne in questo momento, serve rispetto. Paulo Fonseca è un buon allenatore e un uomo di livello, l’ho conosciuto di persona: è all’inizio di un percorso ed è giusto che stia sereno. Non voglio entrare in questi discorsi”.
“Tornare a gennaio? Spero prima – ha ribadito Sarri alla Gazzetta dello Sport. Dipenderà dalle situazioni, dalle offerte che riceverò, dalle motivazioni. Dalla telefonata che mi trasmetterà più adrenalina. Non mi vedo all’ultimo ballo! Ho ancora voglia di allenare e penso di essere nelle condizioni di poter dare qualcosa. È vero che in questo momento vanno di moda i giovani, ma lo scorso anno le tre Coppe europee sono state vinte da tecnici della mia età: Ancelotti in Champions, Gasperini in Europa League e Mendilibar in Conference. Idem De la Fuente, c.t. della Spagna campione d’Europa”.


