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Milan-Amorim: rush finale per l’accordo

In casa Milan i giorni passano inesorabili e le caselle fondamentali di direttore tecnico, direttore sportivo e allenatore restano ancora clamorosamente vuote, alimentando l’ansia dei tifosi. La sensazione diffusa nell’ambiente rossonero è che qualcosa possa finalmente cambiare a stretto giro di posta, forse addirittura entro le prossime quarantotto ore. Gerry Cardinale sta per dare il via libera definitivo all’ingaggio di Ruben Amorim come successore di Massimiliano Allegri sulla panchina del club. Questa mossa strategica sbloccherà la situazione e, come in un effetto domino, permetterà a cascata anche ai quadri dirigenziali di trovare il loro definitivo completamento.

I dettagli dell’operazione con il tecnico portoghese sono ormai praticamente definiti in ogni minimo particolare, agevolati dal fatto che la sua ex squadra non vede l’ora di liberarlo. Il Manchester United, infatti, si ritrova Amorim ancora a libro paga per un’altra intera stagione e spinge per un accordo rapido che possa alleggerire il proprio monte ingaggi. Per il portoghese a Milano è pronto un contratto biennale che potrebbe facilmente diventare triennale, magari inserendo una specifica opzione di rinnovo automatico strettamente legata al raggiungimento degli obiettivi sportivi della squadra. Dal punto di vista economico, si parla di uno stipendio base da 3 milioni di euro a stagione, una cifra che con l’inserimento di vari bonus sfiorerebbe i quattro milioni complessivi.

La scelta è ricaduta con decisione su Amorim dopo aver attentamente vagliato e scartato diverse alternative nelle ultime settimane. Il portoghese è stato preferito nettamente a Matthias Jaissle, una pista che si è rivelata subito molto complessa e onerosa da percorrere. L’Al Ahli, attuale club dell’allenatore tedesco, avrebbe infatti acconsentito a liberarlo solo dietro il pagamento di una clausola rescissoria di ben 5 o 6 milioni di euro, una spesa che il Milan ha ritenuto eccessiva per dare il via al nuovo corso tecnico.

Allo stesso modo, la candidatura di Oliver Glasner ha perso rapidamente quota all’interno dei corridoi di Casa Milan dopo il secco no incassato da Ralf Rangnick, che ha scombinato i piani iniziali della dirigenza. Anche il profilo di Mauricio Pochettino è scivolato decisamente nelle retrovie del casting rossonero per motivi principalmente logistici e temporali. L’ex tecnico del Chelsea è infatti totalmente assorbito dal suo prestigioso e vincente impegno mondiale alla guida della nazionale degli Stati Uniti, iniziato tra l’altro nel migliore dei modi.

Tutti i tasselli sembrano quindi convergere verso l’ex allenatore dello Sporting e dei Red Devils, individuato come l’uomo giusto per far ripartire le ambizioni del Milan. Con il benestare economico della proprietà americana ormai a un passo, la Milano rossonera si appresta a vivere ore febbrili per l’annuncio ufficiale. L’arrivo di Amorim non sarà solo l’inizio di una nuova era tattica sul campo, ma darà il via libera definitivo alla ricostruzione dell’intero organigramma societario rossonero per la prossima stagione.

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