Enrico Letta prova a fermare la scalata di Giorgia Meloni alla conquista del prossimo governo italiano alle elezioni del 25 settembre. Il segretario prova una mossa a sorpresa, già ribattezzata dal centrodestra come “una mossa della disperazione”.
“Porta a porta, feste dell’Unità e 100mila volontari”. Il segretario del Pd annuncia così una campagna elettorale senza tregua in cui intende affidare le chiavi del partito ed il coordinamento delle strategie sui territori alla segretaria del Pd di Milano, Silvia Roggiani.
Roggiani, in un’intervista a La Stampa, ha ricordato di essere nata il 25 aprile, «come a voler rimarcare scherzosamente – commenta il quotidiano – le coincidenze che costellano le convinzioni antifasciste e democratiche”.
Proprio Roggiani ha spiegato che l’organizzazione della campagna elettorale si baserà su “feste dell’Unità, circoli Pd, città, periferie, social. E anche il porta a porta, che dovrebbe avere un’accelerazione a fine agosto”. “Inviteremo i volontari a contattare amici e vicini di casa per prendere con loro un caffè, ascoltarli e spiegare il nostro programma”, ha detto, facendo riferimento alle esperienze di alcuni comuni italiani come Milano e Verona.
La campagna battente dei 100mila volontari che il Pd vorrebbe mettere in campo “coinvolgerà i giovani per arginare i rigurgiti neofascisti” e si concretizzerebbe nel tentativo di intercettare il consenso degli italiani in vari contesti, dalle spiagge alle periferie, passando per il lavoro sui social. Il tema sul quale punta il Pd è quello – secondo Letta – della “responsabilità di governo dei democratici contro l’irresponsabilità delle destre”. “Partiremo – evidenziano i vertici dem – spiegando che la destra ha deciso di mandare a casa il governo Draghi. Da un lato c’è Meloni, dall’altro c’è il Partito democratico. Tutti i nostri sforzi saranno concentrati su questo”.


