Adrien Rabiot e il Milan sembrano aver trovato un’alchimia perfetta, ma il calciomercato, si sa, non dorme mai e spesso parla la lingua dei petrodollari. Dopo una stagione da incorniciare, chiusa con un bottino prezioso di 6 gol e 4 assist che hanno dato sostanza e qualità al centrocampo rossonero, il francese è finito dritto nel mirino dei club dell’Arabia Saudita.
Non è una sorpresa che le prestazioni dominanti di Rabiot abbiano attirato l’attenzione della Saudi Pro League, pronta a mettere sul piatto cifre astronomiche per convincere il giocatore a lasciare l’Europa. Tuttavia, la posizione del Milan è granitica: a via Aldo Rossi non hanno alcuna intenzione di privarsi di un pilastro che si è integrato così rapidamente negli schemi della squadra, diventando un leader silenzioso ma efficacissimo.
Il contratto che lega Rabiot al club milanese fino al 2028 è la polizza assicurativa che permette alla dirigenza di dormire sonni relativamente tranquilli, ma è soprattutto la volontà tecnica a fare la differenza. Il Milan ha alzato un vero e proprio muro, rispedendo al mittente i primi timidi sondaggi e ribadendo che il “Duca” non è in vendita.
Per i rossoneri, confermare Rabiot significa dare continuità a un progetto ambizioso, mantenendo quella fisicità e quell’esperienza internazionale necessarie per competere ai massimi livelli sia in Serie A che in Champions League. Nonostante le tentazioni economiche quasi fuori mercato, il club vuole blindare il suo gioiello, puntando sul forte legame che si è creato con l’ambiente e sulla centralità del giocatore nel cuore della manovra rossonera.


