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La scalata del “figlioccio traditore”: La Vardera candidato presidente è l’incubo peggiore di De Luca

Ismaele La Vardera va per la sua strada, scende in campo per la Presidenza della Regione Siciliana e segue un copione già scritto. Sin dal primo istante in cui ha fondato un anno fa il suo movimento Controcorrente, era parso chiaro a tutti che l’ex iena avrebbe tentato di incunearsi con decisione nel vasto campo del consenso “anti-sistema” di quelli che la prossima volta, come da sempre accade, premieranno alle urne l’alfiere di turno del voto di protesta. E allora La Vardera non ha altra strada che andare sino in fondo e candidarsi per catalizzare al meglio tutto quello che sta costruendo.

La Vardera difficilmente vincerà le prossime elezioni Regionali ma di sicuro otterrà un risultato molto importante. Non bisogna essere “oracoli” per prevedere lo scenario all’orizzonte. Il parlamentare palermitano pescherà a piene mani in quell’elettorato che nel 2022 ha scelto e votato in modo plebiscitario Cateno De Luca. Proprio il mentore di La Vardera, che lo ha portato in politica e lo ha plasmato, gli ha aperto le porte dell’Assemblea Regionale Siciliana e lo aveva poi candidato anche alle elezioni Europee. Alla fine La Vardera ha salutato il “maestro”, l’allievo si è messo in proprio e con il suo movimento ora vola nei sondaggi.

I numeri sono la fotografia più netta ed eloquente di quello che sta già accadendo e che poi avverrà quando si andrà alle urne per le Regionali. Di fronte ai sondaggi la prudenza è sempre d’obbligo, però poi qualcosa si può capire. Non a caso il più recente sondaggio SWG, commissionato dallo stesso La Vardera, lo dà al 16% ipotizzando un exploit di Controcorrente nel 2027. Al 9% veniva dato invece Sud chiama Nord, di De Luca.

Nel 2022 De Luca prese il 25% alle Regionali con un risultato che non era bastato per vincere ma che fu comunque straordinario. Oggi sommando il 16% ipotetico di La Vardera e quel 9% di De Luca si otterrebbe un 24% che è stretto parente del dato ottenuto da Cateno De Luca quattro anni fa. Ci si potrà sbagliare di qualcosa ma quello è il perimetro dentro il quale aveva fatto un’impresa l’attuale sindaco di Taormina ed è la stessa area nella quale il vento adesso soffia dalla parte di La Vardera.

Difficilmente La Vardera desisterà dal suo proposito di candidarsi, più probabile che voglia tentare portare gli altri interlocutori del campo largo sulla sua posizione. L’ex iena sa che una sua candidatura contro il sistema può corroborare il risultato di Controcorrente, fare un passo indietro e allinearsi su altri invece annacquerebbe il progetto di La Vardera che vorrebbe sfidare il centrodestra e ribaltare le gerarchie del centrosinistra. Non è un caso che i 5 Stelle, con Giuseppe Conte in testa, vogliano puntare invece su Giuseppe Antoci e sull’opportunità di una candidatura dell’europarlamentare in ticket con il Partito Democratico.

L’uno contro tutti di La Vardera è un problema anche e soprattutto per De Luca, che si è lasciato alle spalle il flirt con il centrodestra per riprovare a scalare posizioni al vertice del centrosinistra. E tuttavia il campo largo si spacca, perchè La Vardera scommette su se stesso, in modalità “chi mi ama, mi segua”, e i 5 Stelle vorrebbero puntare come detto su Antoci.

De Luca si giocherà tutto alle Comunali di Messina, considerandole un trampolino di lancio per sparigliare le carte, come nel 2022. E’ un bivio per rilanciare la corsa alla guida di Palazzo d’Orleans. Il punto è che quattro anni fa De Luca trovò campo libero per piazzarsi nella terra di mezzo e conquistare il popolo dei “malpancisti” siciliani. Stavolta il maestro ha plasmato l’allievo e sulla strada del sogno mai accantonato di De Luca c’è La Vardera, che rischia di prendersi una larga parte di quei consensi che erano stati ad appannaggio dell’Imperatore del Nisi.

“Auguri figlioccio”, è l’amaro commento di De Luca alla discesa in campo di La Vardera, poi bollato 10 secondi dopo come un “traditore”. “Non si prendono i coltelli e prendi a coltellate una persona ma si arriverà per tutti alle elezioni, e lì ci sarà l’ardua sentenza che stabilirà e ripristinerà la storia“. De Luca mastica amaro e lancia il suo anatema ma basterà per fermare la corsa lanciata di La Vardera e prima ancora per rilanciare le ambizioni dell’Impero del Nisi?

Dal 25% dei bei tempi al 9% di questa stagione, figlio di tanti errori, c’è lo strapiombo quasi fatale di una distanza siderale. Ma soprattutto lo spauracchio dell’“ingrato figlioccio” che promette o minaccia di fare man bassa nella prateria che fu terra di conquista deluchiana. “Tradimento“, (Aldatmak) come la serie turca, stavolta il set della nuova fiction è Fiumedinisi. In onda sugli schermi politici siciliani.

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