Certi amori non fanno giri immensi: rimangono lì, pronti a riaccendersi al primo soffio di crisi. In casa Sampdoria, l’ennesimo scossone stagionale ha il sapore nostalgico e clamoroso di un nome che a Genova è leggenda: Roberto Mancini.
Il fallimento della coppia Gregucci-Foti — un solo punto in quattro gare e un esonero inevitabile — ha lasciato un vuoto che Attilio Lombardo, promosso ad interim, sta cercando di colmare. Ma la dirigenza blucerchiata punta più in alto, sognando un ritorno che avrebbe del cinematografico.
Il destino del “Mancio” è attualmente legato all’Al Sadd con un contratto blindato fino al 2027 da 5 milioni. Tuttavia, il calcio in Qatar è fermo: la sospensione del campionato a causa del conflitto in Medio Oriente ha congelato tutto. Qui si inserisce la suggestione lanciata dal Secolo XIX: se la FIFA dovesse concedere il via libera alla sospensione temporanea dei contratti (sul modello di quanto accaduto per il conflitto in Ucraina), Mancini potrebbe tecnicamente liberarsi per una nuova avventura.
La pista è tanto affascinante quanto minata da incognite. L’accordo sarebbe una sorta di “prestito secco” della panchina: se la situazione in Medio Oriente dovesse stabilizzarsi e il campionato qatariota ripartire, Mancini sarebbe obbligato a onorare il contratto con l’Al Sadd, lasciando la Sampdoria nuovamente scoperta a metà percorso.
Nonostante i rischi, il popolo blucerchiato sogna. Vedere il “Gemello del Gol” tornare a guidare la sua squadra del cuore, anche solo per una missione di salvataggio a tempo determinato, sarebbe il colpo di scena definitivo in una stagione fin qui da dimenticare.


