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La lotta contro il cancro tra le priorità del G7

La lotta contro il cancro è stata inserita tra le priorità del G7. I capi di stato riuniti a Évian la settimana scorsa hanno adottato la Leaders’ Call on the Fight Against Cancer, dichiarazione che rilancia l’impegno internazionale nella lotta contro le malattie oncologiche: la G7 Cancer Initiative ha accolto favorevolmente questo risultato e, in un articolo congiunto presto pubblicato su The Lancet Oncology, le organizzazioni aderenti all’iniziativa hanno sottolineato che accelerare i progressi contro i tumori richiederà una collaborazione sempre più stretta tra Paesi, istituzioni e comunità scientifiche.

Per l’Italia partecipa Alleanza Contro il Cancro (ACC), la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal professor Ruggero De Maria. L’inclusione del cancro tra le priorità del G7 viene considerata un segnale importante in una fase in cui la malattia continua a rappresentare una delle principali cause di morte a livello mondiale, con quasi dieci milioni di decessi ogni anno; nonostante i progressi compiuti dalla ricerca e dall’assistenza oncologica, i tumori continuano a esercitare un impatto rilevante sui sistemi sanitari e sulle società di tutti i Paesi.

Secondo la G7 Cancer Initiative molte sfide restano aperte: un numero troppo elevato di tumori viene ancora diagnosticato in fase avanzata, numerose neoplasie continuano a presentare limitate opzioni terapeutiche e una parte dei pazienti non ha ancora accesso a competenze specialistiche, terapie innovative o percorsi assistenziali multidisciplinari di elevata qualità. A questo quadro si aggiunge una tendenza destinata a caratterizzare i prossimi decenni: il peso globale delle malattie oncologiche è previsto in crescita per effetto dell’invecchiamento della popolazione, delle trasformazioni demografiche e dell’evoluzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali.

Per la G7 Cancer Initiative, affrontare questa sfida richiede qualcosa di più della prosecuzione delle attività già in corso. La medicina di precisione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati clinici e genomici, lo sviluppo di nuove terapie e la realizzazione di studi clinici richiedono una capacità crescente di mettere in comune conoscenze, competenze e infrastrutture. La possibilità di lavorare su dati interoperabili, raccolti e analizzati secondo standard comuni, viene indicata nel documento congiunto come una delle condizioni essenziali per accelerare l’innovazione e tradurre più rapidamente i risultati della ricerca in benefici concreti per i pazienti.

Sono quattro le aree indicate come prioritarie: 1) la prima riguarda i tumori pediatrici, adolescenziali e dei giovani adulti: l’obiettivo è rafforzare la collaborazione internazionale per favorire la ricerca e migliorare la disponibilità di dati e conoscenze in ambiti caratterizzati da una minore numerosità dei casi; 2) la seconda è dedicata ai tumori a prognosi sfavorevole, quali quelli del pancreas, dell’esofago, dello stomaco, del fegato e i glioblastomi: nonostante i progressi registrati in altri settori dell’oncologia, queste patologie continuano a presentare prospettive cliniche particolarmente complesse e richiedono un ulteriore sforzo scientifico; 3) la terza riguarda l’eliminazione del tumore della cervice uterina attraverso la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), programmi di screening efficaci e accesso tempestivo ai trattamenti; 4) la quarta priorità è l’accesso a cure oncologiche di qualità; In questo quadro assumono un ruolo rilevante le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, i modelli organizzativi innovativi e la diffusione delle migliori pratiche cliniche, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze esistenti tra sistemi sanitari e aree geografiche.

La dichiarazione richiama inoltre obiettivi specifici, tra cui l’aumento delle diagnosi precoci, la riduzione della mortalità per tumore del polmone nel prossimo decennio, il sostegno alla ricerca sulle neoplasie a prognosi sfavorevole e il rafforzamento dei centri oncologici di eccellenza come nodi strategici per ricerca, assistenza e innovazione. Sul fronte della cooperazione internazionale, il documento sottolinea come la crescente complessità della ricerca oncologica renda indispensabile un’integrazione sempre più stretta tra istituzioni, centri di ricerca e sistemi sanitari: sviluppare infrastrutture interoperabili, favorire la circolazione delle competenze e costruire reti scientifiche condivise è indicato come passaggio necessario per accelerare i progressi contro una delle principali sfide sanitarie globali.

Secondo Ruggero De Maria, presidente della Rete Oncologica Nazionale, “l’inserimento del cancro tra le priorità del G7 è un segnale importante; oggi molti progressi in oncologia dipendono dalla capacità di rafforzare la cooperazione internazionale, condividere standard, rendere interoperabili i dati e collegare più strettamente ricerca, innovazione e assistenza. Con la partecipazione di Alleanza Contro il Cancro alla G7 Cancer Initiative, l’Italia entra a pieno titolo in questo sforzo comune, portando il proprio contributo nei tumori pediatrici, nei tumori a prognosi sfavorevole, nella prevenzione e nell’accesso a cure oncologiche di qualità”.

La G7 Cancer Initiative riunisce le principali organizzazioni oncologiche dei Paesi del G7 con l’obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale nella prevenzione, nella ricerca e nella cura del cancro. Ne fanno parte il French National Cancer Institute (INCa), il National Cancer Center Japan (NCC), il National Cancer Institute degli Stati Uniti (NCI), Cancer Australia, i Canadian Institutes of Health Research (CIHR), Cancer Research UK (CRUK), il German Cancer Research Center (DKFZ) e Alleanza Contro il Cancro (ACC) per l’Italia. L’International Agency for Research on Cancer (IARC/OMS) partecipa come osservatore.

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