È un risveglio amarissimo per il calcio italiano, che si ritrova ancora una volta a fare i conti con l’incubo dell’esclusione dal Mondiale. Nella notte di Zenica, la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso è caduta proprio all’ultimo respiro, cedendo alla Bosnia-Erzegovina ai calci di rigore dopo una battaglia di centoventi minuti conclusasi sull’1-1. Quello che doveva essere il ritorno trionfale nel calcio che conta si è trasformato in un dramma sportivo che condanna l’Italia a saltare la terza edizione consecutiva della rassegna iridata.
La partita si era messa subito sui binari giusti grazie alla rete di Moise Kean al 15′, lesto a sfruttare un assist di Nicolò Barella. Tuttavia, l’espulsione di Alessandro Bastoni sul finire del primo tempo ha cambiato radicalmente l’inerzia del match, costringendo gli Azzurri a una ripresa di pura sofferenza in dieci uomini. Il fortino italiano ha retto fino al 79′, quando Haris Tabaković ha trovato il pareggio che ha gelato i 550 tifosi accorsi al Bilino Polje, trascinando la sfida ai supplementari e poi alla lotteria dei rigori.
Dal dischetto, la freddezza della Bosnia ha prevalso sulla stanchezza e l’ansia di un’Italia che, nonostante i miracoli sfiorati da Donnarumma, è stata poi tradita dal dischetto da Pio Esposito e Cristante. La Nazionale non è riuscita a ribaltare un destino apparso segnato dopo l’inferiorità numerica. La festa è tutta dei padroni di casa, che volano al Mondiale 2026, mentre per il gruppo azzurro restano solo le lacrime e una polemica social, nata nei giorni scorsi per un video di esultanza dei giocatori alla vittoria bosniaca sul Galles, che oggi suona come un beffardo presagio di sottovalutazione dell’avversario.


