HomeSiciliaIntervista choc al figlio di Totò Riina, reazioni e polemiche

Intervista choc al figlio di Totò Riina, reazioni e polemiche

Fanno discutere le dichiarazioni di Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss Totò Riina, intervistato dagli speaker Gioacchino Gargano e Luca Ferrito a Lo Sperone Podcast. “Mio padre non ha mai ordinato l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Giovanni Falcone, quando l’hanno ammazzato, non dava più fastidio alla mafia o a Totò Riina, ma ad altri dietro le quinte”, alcune delle parole più controverse pronunciate da Riina. “L’antimafia è un carrozzone composto da gente che ha bisogno di stare sotto i riflettori”, un altro dei momenti più contestati.

Il padre definito come “una persona che ha sempre combattuto il sistema. Un uomo serio e onesto. Non l’ho mai visto compiere un atto di violenza o tornare a casa con una pistola in mano e sporco di sangue. È stato arrestato perché dava fastidio” e tanti altri passaggi dell’intervista hanno fatto inevitabilmente discutere e provocato lo sdegno e la ferma condanna da parte delle istituzioni.

LA RISPOSTA DELLO SPEAKER ALLE CRITICHE. “Era il lontano febbraio del 2009, avevo poco più di 11 anni, quando uccisero a colpi d’arma da fuoco mio nonno, Salvatore Mangano, padre di mia madre. Incensurato, senza precedenti penali, un semplice operaio edile. Dopo tanti anni non sappiamo ancora chi l’ha ucciso e perché, ma sappiamo che è una possibile vittima di mafia e che la sua storia è finita nell’oblio giudiziario e ogni anno siamo solo io e la mia famiglia a celebrarlo e ricordarlo”. Lo speaker Gioacchino Gargano ha voluto rispondere così alle polemiche scaturite dall’intervista. “Il mio punto di vista – continua Gargano – è assolutamente di condanna verso questi personaggi che hanno macchiato la nostra Sicilia di crimini indicibili. Io mi assumo sempre le responsabilità delle mie interviste da speaker e, a costo di prendermi qualche sberla mediatica in faccia, ho dato la possibilità di esprimere il pensiero a un uomo che è sicuramente pregiudicato, figlio di un animale feroce, il più cattivo e privo di umanità. Un uomo che non si può appoggiare, né elogiare mai. Perché la mafia non si appoggia e non si elogia. La mafia si schifa, la mafia non si approva, la mafia si combatte e si distrugge. Così come ci insegnano i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

“La mafia – continua Gargano – è e resta la “montagna di merda” di cui parlava Peppino Impastato e una ferita profonda nella nostra società, nella nostra terra. Far raccontare la sua versione dei fatti al figlio del capo dei capi, lo riconosco, è stata un’azione insidiosa. A nome mio, de lo sperone podcast e di tutti i ragazzi che ci lavorano dietro le quinte, informo che noi ci discostiamo da qualsiasi sistema mafioso e da qualsiasi pensiero mafioso. Schifo la mafia e il suo sistema da prima che diventassi uomo, da quando ero bambino tra i banchi di scuola. Lì piangevo la mancanza di un nonno ucciso dalla violenza più feroce e che non avrei più visto accompagnarmi a casa come faceva sempre. Non potrei mai appoggiare tutto questo schifo chiamato mafia”. “Proporre – conclude Gargano – di cancellare la puntata dal Web o addirittura tutto il podcast come hanno chiesto certuni politici, che tra l’altro in passato di sono fatti intervistare da me, mi renderebbe solo vittima di un sistema di finti propagandisti della libertà, che della stesa libertà ne fanno una farsa per cercare click nei profili social e voti tra la gente più sensibile”.

LA REAZIONE DELLA POLITICA. “Le dichiarazioni del figlio di Totò Riina sono gravissime e offensive non solo nei confronti della memoria di Giovanni Falcone e delle vittime della mafia, ma anche verso tutti i siciliani che ogni giorno lottano per affermare la legalità. Non accetto che si provi a riscrivere la storia con falsità indegne: Falcone è stato ucciso perché era il simbolo della lotta alla mafia, punto”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “La Sicilia – prosegue – non dimentica e non permetterà mai che si tenti di minimizzare la responsabilità di chi ha seminato morte e terrore nella nostra terra. La nostra comunità continuerà a trarre forza dall’esempio di Falcone, Borsellino e di tutti gli eroi caduti per la giustizia, respingendo con fermezza chi tenta di infangarne la memoria”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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