TAORMINA – “Si possono pagare quattro euro sotto forma di spremuta … quattro arance stitiche?”. E’ la protesta del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, che in queste ore ha ripreso l’attività parlamentare all’Ars a Palermo e va all’attacco del caro-prezzi, stavolta in un autogrill in autostrada.
“Scusi, ma questo bicchiere è pieno per tre quarti – scrive De Luca in un post social -. Io ho pagato una spremuta di arancia quindi un bicchiere pieno. Mica ho pagato quattro semplici arance ad un euro cadauna? Può almeno aggiungere la spremuta di un’altra arancia?”. La risposta: “Non è possibile perché la nostra direzione ci fornisce le arance contate con uno standard di quattro arance a spremuta e se ne aggiungo una in più la devo pagare io”.
A quel punto – continua De Luca – ho replicato: “Scusi e se le arance si rivelano ancora più stitiche di queste che ha spremuto ed il bicchiere si riempie a metà?”. La risposta: “Io ho queste disposizioni se non la vuole si faccia fare lo storno dalla cassa”.
“E’ possibile – conclude De Luca – che lungo la trazzera, altro che autostrada, Palermo-Messina, oltre a rischiare la vita, una spremuta debba costare tanto? Quelle quattro arance, a mio avviso, non erano neanche mezzo chilo quindi un chilo di arance vengono vendute a circa 10 euro al chilo sotto forma di spremuta ed il produttore se va bene le riesce a vendere 50 centesimi al chilo. E ho evitato di chiedere la provenienza di queste arance”.


