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Il piano segreto di Renzi: Salis premier e patto con FI per fare fuori Meloni, Schlein e Conte

Matteo Renzi sembra aver individuato in Silvia Salis, attuale sindaca di Genova e figura dal profilo marcatamente civico e moderato, la pedina ideale per scardinare il duopolio che Elly Schlein e Giuseppe Conte esercitano sul centrosinistra. Come riportato dal giornalista di Mediaset, Nicola Porro, la mossa del leader di Italia Viva punta a presentare un’alternativa “terza” capace di attrarre non solo l’elettorato riformista del Partito Democratico, ma anche i settori più liberali del centrodestra, con un occhio di riguardo rivolto a Forza Italia. L’obiettivo strategico di Renzi è impedire che la guida della coalizione finisca definitivamente nelle mani dell’asse PD-M5S, proponendo invece una figura che, proprio perché meno polarizzante e percepita come esterna alle dinamiche tradizionali della sinistra, possa agire da catalizzatore per un fronte più ampio.

Renzi, in sostanza, vorrebbe “sabotare” la sfida Conte-Schlein e consegnare le chiavi del centrosinistra a Salis disegnando un nuovo schema di coalizione. “In questo schema – scrive Porro -, la Salis è molto più di un semplice nome. È il cavallo di Troia: una figura non eccessivamente divisiva né rigidamente collocata, ma sufficientemente riconoscibile da poter essere proposta come punto di sintesi. L’obiettivo, nell’impostazione renziana, sarebbe quello di evitare lo scontro diretto tra Schlein e Conte, svuotandolo progressivamente di centralità politica. Non una leadership conquistata frontalmente, dunque, ma costruita per erosione degli equilibri esistenti“.

“Il vero disegno – secondo quanto scrive Porro sul suo sito Nicolaporro.it – non è la gestione del campo largo, bensì la sua progressiva dissoluzione. L’orizzonte è infatti quello di una grande ricomposizione centrista: un’area politica in grado di mettere insieme pezzi del Partito Democratico, i centristi di Azione e — soprattutto — una nuova Forza Italia. È qui che il progetto assume una portata più dirompente, perché equivale a scardinare la tradizionale contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra e provare a costruire un nuovo baricentro politico fondato su moderatismo, europeismo e cultura di governo. Non è un caso che lo sguardo di Renzi si rivolga proprio a Forza Italia: un partito sospeso tra la fedeltà alla coalizione guidata da Giorgia Meloni e la tentazione di recuperare autonomia politica. Le tensioni interne, le crepe nella leadership di Antonio Tajani e il peso ancora decisivo della famiglia Berlusconi rendono quel terreno instabile, e quindi contendibile“.

Porro riferisce, insomma, di un vero e proprio “piano segreto” di Matteo Renzi, che nasconderebbe l’ambizione di creare una nuova “En Marche” all’italiana, in grado di dialogare con il partito fondato da Berlusconi. Renzi scommette sul fatto che Silvia Salis, grazie al suo consenso trasversale e alla sua immagine di amministratrice pragmatica, potrebbe mettere in crisi lo schema delle primarie a trazione sinistra che Schlein e Conte starebbero preparando. Mentre la segretaria del PD e il presidente del M5S sono impegnati a definire regole e perimetri del “campo largo”, il pressing di Renzi per una candidatura di Salis mira a sparigliare le carte, costringendo i vertici progressisti a fare i conti con un’area moderata che non intende farsi schiacciare sulla linea sovranista o populista.

In questo scenario, l’aggancio a Forza Italia rappresenterebbe il tassello finale per isolare le ali più estreme e ridare centralità a un progetto riformista che vede in Silvia Salis non solo una potenziale leader di coalizione, ma l’arma per sfidare direttamente Giorgia Meloni su un terreno più istituzionale e meno ideologico. Il Rottamatore di Scandicci mette nel mirino un triplo bersaglio. Il piano dell’ex premier, attraverso l’endorsement a Salis e con un patto con FI, guarda al centro per provare da una parte a far fuori Meloni e detronizzarla da Palazzo Chigi, e dall’altra parte per togliere le chiavi del centrosinistra all’accoppiata Schlein-Conte.

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