Il palcoscenico è fissato per il 22 e 23 marzo 2026, quando il referendum sulla giustizia chiamerà gli italiani a decidere sulla separazione delle carriere. Matteo Renzi prepara la scalata al vertice del centrosinistra. Sa che, evidentemente, non ha i numeri per ambire di nuovo alla Presidenza del Consiglio ma si è già posizionato in cabina di regia. E a da lì osserverà Elly Schlein, attendendo il passo falso della segretaria del Partito Democratico: se il fronte del “No” guidato dal PD dovesse soccombere nella consultazione referendaria, la leadership del campo largo a quel punto vacillerebbe sotto il peso di una sconfitta identitaria. Ed è così che entrerebbe in scena l’ex “rottamatore”, che ha già individuato da un pezzo la prescelta per la sfida a Giorgia Meloni.
In questo scenario, Renzi ha già pronta la sua “carta coperta”, anzi decisamente “scoperta”, perché non il leader di Italia Viva non fa mistero di pensare che c’è già un volto nuovo che potrebbe guida la coalizione da opporre al centrodestra: ovviamente parliamo di Silvia Salis, l’ex campionessa di martello e oggi sindaca di Genova.
Renzi scommette sulla Salis come l’unica vera anti-Meloni, capace di parlare agli italiani senza le “zavorre” ideologiche dei dem e attrarre quel mondo di centro che potrebbe risultare decisivo. Il leader di Italia Viva scommette che, dopo il 23 marzo, la scalata di Salis verso Palazzo Chigi diventerà l’unica alternativa credibile per aggregare le forze politiche di un’opposizione che vuole provare a tornare alla guida del Paese.


