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Il centrodestra assedia De Luca con la guerra di Messina: salterà anche il patto di Naxos?

Rottura totale tra il centrodestra e Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord ha iniziato la sua campagna elettorale a Messina con una lunga serie di siluri all’indirizzo della coalizione di governo e per tutta risposta sono subito arrivate una serie di risposte a “muso duro” dai vari big di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

Adesso si va verso la prospettiva che De Luca stesso inseguiva, quello dello scontro sui carboni ardenti. La contesa senza esclusione di colpi dove l’attuale sindaco di Taormina ha sempre giocato le sue sfide.

Dall’altra parte, dopo una lunga fase di postura “ibrida” e di repliche più o meno annacquate dall’idea che poi comunque De Luca si sarebbe allineato e piegato a un’alleanza palermitana, il centrodestra pare essersi convinto a non consegnare già in partenza Messina al bis di De Luca e lo stesso approccio più “guerrigliero” pare destinato ad andare in scena anche in altri campi di battaglia della provincia. Le Amministrative di fine maggio, oltre a Messina, vedranno andare alle urne Milazzo e Barcellona, dove il centrodestra si sente abbastanza sicuro di spuntarla, ma c’è anche Giardini Naxos. E qui la situazione è molto diversa.

A Naxos, sin qui, è De Luca ad avere la partita in mano con una campagna elettorale lanciata in largo anticipo, tre liste pronte e già confezionate con l’idea di disperdere consensi nel campo avversario, “spaccare” elettoralmente le famiglie e soprattutto per accompagnare al successo il candidato deluchiano che non sarà uno qualsiasi. E’ il “fedelissimo” della prima linea, Salvo Puccio, direttore generale del Comune di Messina e pure della Patrimonio Taormina Spa.

Dall’altra parte, gli avversari di De Luca sono ancora al palo, imbrigliati nelle proprie mire di auto-candidatura a tutti i costi, ma anche portati a spasso, in qualche caso, dalla regia esterna di un patto politico inconfessabile che sarebbe stato siglato a Palermo (ma in realtà non a Palermo…) per spianare la strada al candidato di De Luca. Sin qui la parola d’ordine è “dividersi” e far permanere un quadro frammentato. Dividersi in un clima di confusione che non porta da nessuna parte. L’ideale per non dare, insomma, troppo “fastidio” alla corsa di Puccio.

Il resto e buona parte della trama la sta scrivendo, motu proprio, l’ostinazione vanesiana dei vari pretendenti di paese che inseguono l’orizzonte illusorio della fascia tricolore, fra interlocuzioni infruttuose, rassicurazioni di circostanza ad andare avanti e sogni di gloria difficilmente realizzabili.

I rumors, sempre più insistenti, sono ormai noti e sono quelli di un “Facilitatore” che si sarebbe impegnato a garantire di allentare la pressione di qualche partito in particolare e, di riflesso, del centrodestra su Giardini Naxos rispetto all’eventualità di un fronte compatto e unito da contrapporre a De Luca-Puccio. Il do ut es o il gentleman agreement (fate voi…), in sostanza, sarebbe stato articolato sull’opportunità – da una parte – di non “disturbare” la scalata di De Luca-Puccio e quindi agevolando la conferma di un quadro frammentato, e dall’altra parte ci sarebbero sul tavolo le dinamiche palermitane. I ragionamenti d’aula attuali all’Ars e soprattutto quelli di un futuro ormai ravvicinato per le Regionali 2027, quando si comporranno le alleanze e gli appoggi. Binari paralleli e convergenze pure trasversali che oggi appaiono impensabili e che, in realtà, hanno già avuto nitidi segnali a tal riguardo. “Geometrie variabili”, politicamente le chiamano così.

E allora il patto di Giardini Naxos reggerà e porterà Puccio in “cavalleria” alla sindacatura, agevolando la “presa di Naxos” per Cateno De Luca, che gli consegnerebbe le chiavi di tutto il primo polo turistico siciliano, oppure il centrodestra proverà a ribaltare anche questa partita? La guerra politica di Messina si combatterà soltanto in città oppure anche in provincia? Il centrodestra proverà a togliere tutto a De Luca oppure Giardini Naxos sarà l’eccezione silenziosa (ma non troppo) allo scontro e i litiganti si lasceranno una porta socchiusa sul domani? Guerra totale o scontro con l’eccezione di non belligeranza? I prossimi giorni saranno già indicativi per una lettura inequivocabile dello scenario.

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