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Il Ccpm Taormina viene linciato davanti all’Italia ma il sindaco glissa e dichiara amore a Messina

Nelle scorse ore ci siamo occupati dello speciale trasmesso domenica scorsa dal programma Report su Rai3, dal titolo “Il cuore del problema”, concernente la guerra delle due cardiochirurgie in Sicilia. Un servizio sul quale abbiamo fatto la nostra riflessione nell’editoriale del direttore su TN24. Abbiamo evidenziato ciò che è emerso in quel servizio e quello che potrebbe lasciare in eredità. Ci si aspettava, nelle premesse alla messa in onda, un approfondimento sulla questione dei rispettivi reparti di Palermo e Taormina, un’analisi di ciò che è stato, che sta avvenendo e che poi potrà essere. E sino ad un certo punto è stato quello il puntuale filo conduttore.

Poi la linea dell’equilibrio si è spezzata. Alla fine ne è venuto fuori altro. Un massacro mediatico sulla Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina. Così lo abbiamo definito, perché questo è stato a tutti gli effetti. E’ inutile girarci attorno. Un quadro devastante sul centro specialistico operativo al San Vincenzo che, al netto di una condizione permanente di precarietà che va avanti da 15 lunghissimi anni, sinora è stato riconosciuto e celebrato in Italia e nel mondo come una struttura di eccellenza. Durissima, a tratti sconvolgente, è stata poi la parte che ha riguardato il primario, il dott. Sasha Agati, del quale torneremo ad occuparci in uno spazio a parte e che, a commento proprio dell’editoriale del direttore di TN24, ha ricevuto una straordinaria ondata di solidarietà.

Logicamente i fatti hanno suscitato una reazione significativa tra le famiglie dei bambini in cura al Ccpm, rimaste turbate dall’accaduto e preoccupate per lo scenario all’orizzonte.

Adesso quale sarà il futuro del Ccpm? Chi può dirlo. Chi può essere certo che arriverà una svolta e la deroga. Siamo sicuri che il cielo sopra Taormina sarà ancora azzurro? Il dubbio era già lecito, oggi lo è ancora di più. Ci si è resi conto che dell’impatto forte che potrebbe avere questa narrazione sul destino del centro? Arriverà l’ennesima proroga ma intanto il Ccpm è al centro di una tempesta.

Ecco perché ci si aspettava anche e soprattutto una presa di posizione immediata e perentoria da parte del sindaco di Taormina, Cateno De Luca. Una risposta alla De Luca, con la prossemica e la dialettica che sa metterci quando vuole. Era legittimo attendersi una risposta arrembante e una difesa istituzionale del centro, al netto di tutte le criticità che permangono sulla vicenda. Invece ad ora il primo cittadino ha fatto finta di niente. Avrà percepito davvero la gravità dell’accaduto? Avrà realizzato che la bufera abbattutasi sul Ccpm è anche uno schiaffo inflitto davanti al Paese all’ospedale San Vincenzo e alla Città di Taormina? E’ innegabile che ci sia una “guerra di potere” come pure che vi siano delle cose che non vanno e non si può fare finte di niente ma qui è stato rappresentato un quadro complessivo dirompente, nel quale la morale della favola si potrebbe sintetizzare in una frase: Taormina? Meglio curarsi altrove. Magari ad esempio al Gaslini di Genova.

Nel lunedì del sindaco De Luca narra che Taormina gli è “mancata”, i suoi miracoli dell’Atm Messina, poi inaugura una statua, quindi fa tappa a Giardini Naxos per le elezioni del 2026, e infine va a Messina a dichiarare il suo “amore indissolubile” con la Città dello Stretto. Fine delle trasmissioni, buonanotte. E il caso Ccpm-Report? Zero righe, zero parole, zero commenti. Non ci siamo.

E allora lo vogliamo dire con serenissima chiarezza. Cateno De Luca, tra i suoi mille impegni deve sforzarsi di trovare un pò del suo tempo, la volontà e l’ispirazione per difendere questo territorio. Dopo i fatti di queste ore un sindaco prende posizione e lo fa subito e pubblicamente. Non venga a raccontarci altro e che magari avrà espresso solidarietà in privato, perché non basta. De Luca sarà il politico più bravo della Sicilia e del mondo ma la comunicazione è un’altra cosa, la conosciamo molto meglio di lui e sappiamo come si affrontano e si gestiscono vicende come questa. Storie in cui i racconti convincono la gente che sia tutto da buttare via e le parole sono pietre che diventano macigni. Fanno male e lasciano un segno.

Ecco perché non si può fare finta di niente e non ci si può girare dall’altra parte. Non ci può essere una sottovalutazione. Il sindaco di Taormina deve uscire allo scoperto sul Ccpm e deve farlo senza mezze frasi. Si faccia sentire e si concentri sulla Cardiochirurgia Pediatrica, non sulle dichiarazioni d’amore a Messina. Faccia il De Luca “furioso”. La Sicilia prima di liberarla bisogna difenderla. Siamo una terra piena di problemi e siamo campioni mondiali nel farci del male da soli ma non siamo l’isola degli scemi che dondolano sugli alberi e abbiamo sufficiente lucidità per intuire lo scenario che si delinea quando vengono lanciati determinati messaggi “nazionalpopolari” davanti agli italiani.

Se però De Luca ritiene che non sia così importante difendere pubblicamente Taormina, un reparto e i suoi professionisti, a partire dal primario Agati, e se pensa che non sia necessario rispondere – sempre pubblicamente – all’eco di un massacro mediatico, allora riteniamo che forse debba prendere in considerazione l’opportunità di fare un passo indietro e anticipare il suo addio alla fascia tricolore: De Luca può anche dimettersi in anticipo da sindaco di Taormina, come ha fatto a Messina, per dedicarsi a tempo pieno al suo sogno di diventare sindaco di Sicilia.

Noi glielo auguriamo di farcela ad arrivare a quella poltrona perché si deve sempre augurare il meglio a tutti. Lo sappiamo bene quanto ci tiene e che ne ha fatto una ragione di vita in cui tutto il resto viene dopo. E la vita, d’altronde, è fatta di sogni. Lui il suo lo sta inseguendo con ammirevole ostinazione e una speranza incrollabile. Non bisogna mai smettere di inseguire i sogni. I più belli sono quelli difficilmente realizzabili.

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