La Sicilia è tra le regioni italiane in cui si cerca con maggiore intensità il gioco online fuori dal circuito legale, e sulla ricerca “Telegram casino” raggiunge il vertice della classifica nazionale. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di concessione.
Sulla query “Telegram casino” l’isola ottiene il punteggio massimo di 100, condiviso con Abruzzo, Sardegna e Lazio. È seconda in Italia, con 97, anche per “casinò non AAMS“, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza licenza italiana: davanti alla Sicilia soltanto la Basilicata, a quota 100. La regione compare inoltre in tutte e quattro le graduatorie analizzate, circostanza che riguarda solo cinque territori italiani.
Settima per i trucchi slot, seconda per i casinò stranieri
L’isola compare in tutte e quattro le graduatorie analizzate. Sulla ricerca “trucchi slot” si colloca al settimo posto con 50 punti, appaiata all’Abruzzo e dietro la Calabria, che guida con 100. Sui “casinò stranieri” lo stesso punteggio le vale però il secondo posto, condiviso con Calabria, Puglia e Campania e superato soltanto dal Lazio (100). Sono formule con cui si cercano operatori che promettono bonus molto più generosi, nessun limite sui depositi e iscrizione senza verifica dei documenti, ma che restano fuori da ogni tutela prevista dalla normativa italiana, dal registro di autoesclusione alle garanzie sul pagamento delle vincite.
Il primato sulla ricerca legata a Telegram merita invece un’attenzione a parte. Secondo il secondo report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, a ogni sito illegale ben posizionato corrisponde un canale sulla piattaforma di messaggistica, con community che arrivano a decine di migliaia di iscritti: è attraverso quei canali che, quando l’ADM oscura un dominio, gli operatori comunicano ai propri utenti il nuovo indirizzo attivo.
Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno
Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua.
Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’ADM ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti. Lo stesso report documenta tecniche di adescamento sempre più sofisticate, tra cui l’impiego di bot che annunciano di aver rilevato, grazie all’intelligenza artificiale, presunte ‘anomalie’ nel rendimento delle slot, per indurre gli utenti a depositare denaro reale su piattaforme prive di licenza.
“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.
L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, limitatamente alle ricerche effettuate dall’Italia, per quattro parole chiave: “casinò non AAMS”, “trucchi slot”, “Telegram casino” e “casinò stranieri”. I punteggi, compresi tra 0 e 100, esprimono l’interesse relativo di ciascuna regione e non valori assoluti. Le regioni che non compaiono in una graduatoria non registrano un volume di ricerche sufficiente. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.


