Domenica scorsa (7 dicembre) 47 camion carichi di aiuti umanitari sono riusciti a entrare nella Striscia di Gaza. Durante gli ultimi due mesi – ufficialmente di “tregua” ma nel corso dei quali Israele ha continuato a effettuare attacchi che sono costati la vita a centinaia di palestinesi – il Programma alimentare mondiale ha distribuito più di un milione di pacchi di aiuti umanitari.
Tale sforzo è bastato però a raggiungere solamente la metà della popolazione della Striscia, nonostante siano stati allestiti 59 punti di distribuzione di cibo. Molti lamentano la scarsa varietà del cibo presente nei pacchi consegnati, che contengono soltanto farina, fagioli e lenticchie. Soprattutto per i bambini, mancano elementi nutritivi essenziali.
In precedenza, invece, l’Unrwa (l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi) distribuiva anche, ad esempio, conserve di pesce e marmellate.
Un palestinese ha confermato all’agenzia di stampa Associated Press che le donazioni del Programma alimentare mondiale non sono in grado di placare la fame. Una madre si è lamentata di non poter sfamare le sue figlie, già denutrite. E si tratta dei più fortunati nella Striscia di Gaza: sono infatti ancora numerose le famiglie che negli ultimi sei mesi non hanno ricevuto alcun aiuto. Israele rallenta l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
Fonte: Euronews Italia


