Il programma di Rai2, “Ore 14” è tornato sul caso Garlasco e si è soffermato sulla questione cruciale del Dna presente tra le unghie di Chiara Poggi. In quella traccia c’è la firma dell’assassino?
Stando a quanto riferito da “Ore 14”, a suo tempo i Ris di Parma si trovano le unghie prelevate dalla giovane non in 10 provette, una per ogni dito, ma in due, una per la mano destra e una per la sinistra. Nell’attribuire a ogni frammento il dito da cui è stato prelevato, l’unghia del (presunto) mignolo della mano sinistra si perde, ma rimangono dei frammenti molto più piccoli che potrebbero essere quelli del mignolo dell’altra mano, la destra.
“In questi frammenti infatti non solo viene identificato il Dna ritenuto riconducibile ad Andrea Sempio, ma la sua quantità e il livello di conservazione è in assoluto il migliore di tutto quello fino a quel momento repertato”, spiega Ore 14 che richiama l’attenzione anche su un altro dettaglio.
“Queste unghie non essendo state sciolte, contrariamente alle altre, hanno rivelato la presenza di Dna sub-ungueale“, che, come tale si “si riferisce a un contatto diretto e non può essere certo giustificata con un trasferimento occasionale (telecomando, tastiera computer, pavimento) tantomeno spiegato con una contaminazione successiva. In altre parole, un Dna che solitamente si trasferisce in caso di difesa“.


