Alberto Stasi, condannato e ritenuto il killer del delitto di Garlasco, non aveva arma del delitto o vestiti di ricambio. Né sul lavandino, né sulla leva dell’acqua né nel sifone ci sono tracce di sangue dai rilievi eseguiti a suo tempo dai Ris di Parma dopo l’omicidio di Chiara Poggi.
Per i giudici si sarebbe però lavato le mani e avrebbe poi sciacquato accuratamente il dispenser del sapone e nel rimetterlo a posto, con un movimento innaturale dei due anulari, avrebbe lasciato le sue impronte.
Ma ora, nelle nuove indagini, emerge un altro giallo sul quale si concentra l’attenzione della Procura di Pavia e degli esperti incaricati, perché su quel dispenser, oltre alle tracce di Chiara e della madre, ci sarebbero numerose altre impronte latenti, come evidenziato da un consulente della difesa di Stasi. In tutto 9, comprese quelle di Stasi. A chi appartengono le altre 7? Quando e dove si sarebbe ripulito Stasi se davvero è lui il killer? E’ davvero Stasi l’assassino o le nuove indagini porteranno ad ulteriori e diversi sviluppi nella ricostruzione di come sono andate le cose il 13 agosto 2007 a Garlasco?


