Emergono nuovi dettagli sconcertanti sul caso Garlasco ed in particolare sul mistero dell’accesso al computer di Chiara Poggi il giorno successivo al delitto di Chiara Poggi, quando la casa dei Poggi era già stata posto sotto sequestro. Chi è entrato in casa e quindi ha operato nel computer poco dopo le ore 16 del 14 agosto 2007?
Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, il 14 agosto 2007 i carabinieri avevano già sequestrato i pc di casa Poggi e quello di Alberto Stasi. Ma già nelle ore successive all’omicidio vi fu un’attività che determinò delle criticità determinanti per l’esito poi delle indagini, rispetto ai dati informatici visionati e trattati.
Il primo computer ad essere esaminato – come riporta Il Giorno – fu il laptop di Stasi, maneggiato senza particolare cautela: i militari copiarono alcuni file, tra cui la tesi di laurea, e visionarono i video presenti nel disco. In una delle cartelle, dal nome «militare», furono rinvenuti quattro file: uno di contenuto pornografico, e altri tre con immagini intime della coppia. Materiale identico, ma montato in modo diverso, era già presente anche nel pc di famiglia di Chiara.
Secondo quanto ricostruito dai tecnici, l’attività sui dispositivi lasciò segni significativi. «La portata delle alterazioni- scrivono gli esperti citati da Il Giorno – è quantificabile nel 73,8% dei file visibili (oltre 56 mila), con riscontri di accessi su oltre 39 mila file, interventi su più di 1.500 e creazione di oltre 500 file». I periti del gup Stefano Vitelli, che poi avrebbe assolto Stasi, sottolinearono anche l’anomalia della «cancellazione del contenuto del cestino», definendola un’azione «consapevole» che fece sparire per sempre dati potenzialmente utili alla difesa o all’accusa.
Il lavoro investigativo proseguì poi sul computer di Chiara Poggi, ovvero il pc fisso della famiglia, al quale avevano accesso solitamente anche Marco Poggi e i suoi amici. L’obiettivo – scrive Il Giorno – sembrava essere quello di «capire se lo stesso materiale pornografico fosse conservato» anche lì, o se la giovane potesse aver assistito a contenuti compromettenti sul pc del fidanzato. Un tentativo di legare l’episodio a un possibile movente passionale. I carabinieri analizzarono il pc della famiglia Poggi il 14 agosto dalle 16.10 alle 18.30 e poi fra le 20.14 e le 21.08. A differenza delle altre postazioni, il computer di casa fu trattato con maggiore cautela: «L’azione fu meno demolitiva», riportano i tecnici.


