Ancora un colpo di scena nella vicenda di Garlasco e del delitto di Chiara Poggi. Il programma “Storie Italiane”, su Rai1, ha mandato in onda questa mattina l’importante testimonianza di Alberto Marchesi, imprenditore di Pavia che è stato in carcere a maggio scorso con il nipote di Flavius Savu. Marchesi racconta alcune confidenze che sarebbero state fatte da Stefanescu sullo zio, che ha sempre collegato l’omicidio di Chiara Poggi alle vicende del Santuario della Bozzola.
“Ho conosciuto Stefanescu al mio secondo giorno in carcere e una sera mi ha detto che in tv c’era suo zio, cioè Savu. Ed è lì che è nata questa sua voglia di scrivere il memoriale. Mi ha detto, “io so perché è latitante”, avendo già scontato una parte della pena ed essendo quindi libero. Mi ha raccontato, su suo zio, che una sera in discoteca ha conosciuto una ragazza e che ha avuto delle rivelazioni scottanti su cose che avvenivano al Santuario delle Bozzole. Lui si intrufola in questo ambiente e poi inizia a chiedere estorsioni al parroco Don Gregorio per il silenzio a seguito di questi ricatti sessuali. Aveva fatto dei video e delle registrazioni telefoniche”.
“Lui sosteneva che Chiara Poggi aveva scoperto delle cose veramente eclatanti e quindi bisognava metterla a tacere e far sparire quello che poteva avere recuperato, trovato o ricercato”, prosegue Marchesi.
“Fino a quando si parla di un testa a testa nel mondo della strada non è un problema – continua Marchesi riferendosi sempre al racconto che gli avrebbe fatto il nipote di Savu – ma quando vai di fronte a certi sistemi, è meglio andare via. Aveva cioè toccato il discorso economico. Erano stati troppo esosi nelle richieste al Santuario. Ad un certo punto hanno iniziato a sparare cifre a cinque zeri e lì i conti non tornano. Il memoriale lui voleva farlo per dire che suo zio è scappato perché aveva paura e temeva per la sua incolumità. Aveva paura di fare la fine di Chiara Poggi e del delitto di Garlasco”.


