HomeItalia - EsteriGarlasco, lite furiosa sul Dna: "Terrorismo mediatico", "Non ho parole"

Garlasco, lite furiosa sul Dna: “Terrorismo mediatico”, “Non ho parole”

Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, nel caso Garlasco è stato al centro di un momento di tensione nel corso della puntata del 1 dicembre 2025 di Mattino Cinque. Al centro della discussione le anticipazioni sulla perizia della dott.ssa Denise Albani, incaricata dal tribunale di Pavia, che riterrebbe compatibile il dna presente sulle unghie di Chiara Poggi con la linea paterna di Andrea Sempio.

“Non c’è niente di nuovo. Già nel 2017 Linarello, consulente tecnico della famiglia Stasi, aveva ipotizzato un risultato di questo tipo. Già si parlava di un aplotipo compatibile con il ceppo maschile della famiglia Sempio ma le conclusioni sono di tutta altra rilevanza. Non si potrà raggiungere nessun risultato. E’ l’ultimo addobbo di Natale, sull’albero di Natale. Vedrete se non avrò ancora una volta ragione”.

Poi si è parlato della consulenza Linarello: “Esprimo la mia profonda amarezza – ha detto Lovati -. Mi si accusa di aver avuto la consulenza Linarello già 2017, prima che Sempio venisse indagato ma io non ho mai fatto male a nessuno. Ho solo fatto indagine preventive. Di male ne hanno fatto coloro che da anni diffondono notizie distorte sul DNA. È stata un’operazione di puro terrorismo mediatico. Non so chi le ha propalate ma chi lo ha fatto ha fatto del male, io invece non ho fatto del male a nessuno”.

“Vedrete che questo DNA non sarà comparabile con quello di Sempio”, ha insistito Lovati tornando sul Dna sulle unghie della vittima del delitto di Garlasco.

A quel punto la conduttrice è intervenuta con una precisazione: “Se il DNA era troppo degradato per un confronto affidabile con Sempio, perché a suo tempo venne confrontato con Stasi? Se è degradato per uno, lo è anche per l’altro”.

Lovati ha espresso il suo disappunto: “Ma cosa vogliamo dire? Ma che domande sono? Non c’entra nulla”. Ma la conduttrice Panicucci ha replicato: “Io rimango senza parole. Prima era contatto diretto, poi no. Le informazioni cambiano continuamente”.

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