Le indagini sul delitto di Garlasco verso una svolta e si rafforza l’inquietante ipotesi che in carcere potrebbe esserci al momento una persona innocente a dispetto della condanna ricevuta. È ancora tutto coperto dal segreto istruttorio, ma secondo quanto anticipa il Giornale la perizia di Cattaneo, anatomopatologa che con il suo lavoro ha portato alla soluzione di casi intricati come quello di Yara Gambirasio, sarebbe in grado di riscrivere la storia della vicenda e soprattutto andrebbe a scagionare Alberto Stasi.
Il lavoro di Cattaneo e la rilettura dell’intero fascicolo dell’inchiesta avrebbero portato gli inquirenti a una nuova ricostruzione della dinamica del delitto, avvenuto la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta dei Poggi a Garlasco.
Stando alla perizia di Cattaneo, secondo quanto scrive il Giornale, l’omicidio non sarebbe avvenuto in una sola fase ma in più momenti distinti, spostando di diversi minuti in avanti l’ora del delitto. Sul punto, già in passato alcuni esperti avevano sottolineato errori in fase di indagine che non hanno consentito di stabilire con certezza e precisione l’orario della morte di Chiara Poggi.
In fase processuale, le sentenze che hanno condannato Stasi hanno collocato il delitto tra le 9,12, quando Chiara Poggi disattiva l’allarme di casa, probabilmente per aprire la porta all’assassino, e le 9,35, quando Stasi riaccende il computer di casa. In quella finestra temporale Stasi avrebbe avuto tutto il tempo per uccidere la fidanzata, lavarsi le mani, tornare a casa in bici e accendere il pc.
Se invece, come suggeriscono le nuove analisi, la durata dell’aggressione risultasse più lunga, l’alibi di Stasi risulterebbe molto più solido. La riscrittura dell’aggressione che sposterebbe in avanti l’orario del delitto, renderebbe, insomma, molto più solido l’alibi fornito da Stasi durante le prime fasi dell’indagine.


