La Bpa sul delitto di Garlasco sarebbe destinata a sconvolgere il quadro che nel 2007 aveva ricostruito la dinamica del crimine commesso ai danni di Chiara Poggi.
Stando ad alcune indiscrezioni sul contenuto del documento, che per il momento è ancora secretato, si prospetterebbero alcune novità che ribalterebbero le precedenti valutazioni fatte 18 anni fa dai Ris di Parma.
In particolare emergerebbe che quella che sembrava una macchia di sangue sarebbe in realtà un’impronta di mano. Ma c’è più. Le tracce sul pavimento potrebbero indicare una seconda fase dell’aggressione nel quadro di un’azione omicidiaria che si comporrebbe complessivamente di tre distinte fasi. Inoltre non sarebbe certo il trascinamento del corpo lungo le scale.
Se queste saranno davvero le risultanze della Bpa, cambierebbe in termini significativi l’ordine temporale dell’aggressione a Chiara Poggi e muterebbe lo scenario del delitto.
La povera Chiara – come riportato dal programma Farwest, di Rai3 – sarebbe stata colpita e poi sollevata e gettata sulle scale della cantina. Un ulteriore gesto di sconvolgente crudeltà da parte dell’assassino.
“La dott.ssa Cattaneo ora – ha spiegato un servizio di Farwest – ipotizzerebbe che nella villetta di Villetta di Via Pascoli le cose sarebbero andate diversamente: “Chi è entrato plausibilmente in casa Poggi alle 9.12, orario in cui viene disattivato l’allarme, avrebbe cominciato l’aggressione sul divano del salone, dove sono rimaste impresse delle gocce di sangue sul pavimento. La seconda fase dell’aggressione sarebbe avvenuta davanti alle scale, dove Chiara sarebbe stata colpita e sarebbe poi crollata a terra, perdendo i sensi per diversi minuti, necessari a creare la pozza ematica. La terza e ultima fase sarebbe avvenuta accanto al telefono, dove Chiara – mentre viene trascinata verso la cantina – si riprende per poi essere colpita e finita con un oggetto metallico, come dimostrerebbero gli schizzi di sangue sul muro dietro al telefono. A quel punto la ragazza viene sollevata e gettata sulle scale della cantina”.
La BPA di un delitto, ricordiamo, è la Bloodstain Pattern Analysis, un’analisi forense delle tracce ematiche che studia la forma, la dimensione e la disposizione delle macchie di sangue per ricostruire la dinamica di un evento criminale. Si tratta di una tecnica che analizza il “pattern” (modello) delle macchie di sangue e le traiettorie delle gocce per determinare cosa è successo, la posizione delle vittime e degli aggressori, e la possibile sequenza di eventi.


