HomeItalia - EsteriGarlasco, il giallo del cestino e l'arrivo del killer: un dettaglio sconvolgente

Garlasco, il giallo del cestino e l’arrivo del killer: un dettaglio sconvolgente

Nel caso Garlasco c’è un altro mistero mai chiarito e che probabilmente sarà oggetto di nuove valutazioni da parte degli inquirenti nelle nuove indagini in corso a cura della Procura di Pavia, che sta cercando di ricostruire la dinamica e il movente del delitto di Chiara Poggi.

Lo storico del crimine Gian Guido Zurl, in un suo approfondimento per Archivio True Crime, ha mostrato una immagine che mostra un dettaglio inquietante dello scenario del crimine, fotografato il 13 agosto 2007 dai Carabinieri nelle ore successive all’omicidio. Ed è un particolare che probabilmente coincide con gli ultimi drammatici momenti della vita di Chiara. Una foto ritrae un cestino sito accanto alla porta di ingresso della casa di Via Pascoli. Dentro c’è il telefono di Chiara e la sua chiavetta Usb, che stando alle verifiche effettuate nelle indagini del tempo si era allora scoperto che era stata utilizzata la sera del 12 agosto dalla ragazza ed inserita nel pc di Alberto Stasi. Quella immagine ritrae, in sostanza, gli ultimi momenti di vita di Chiara, prima dell’incontro con l’assassino?

“Chiara – spiega Gian Guido Zurli – avrà messo in modalità muta la tv, lasciandola accesa, allertata da un rumore. L’ingresso dell’assasino dalla porta principale che ha disattivato l’allarme e ha aperto con l’uso delle chiavi. Quindi Chiara sente dei rumori sospetti, si alza e va a vedere. E c’è un cestino dietro la tv, nel posto in cui Chiara si ferma a parlare con chi entra in casa. In questo cestino c’è il cellulare di Chiare, una chiavetta di Chiara e i telecomandi per aprire il cancello automatico e il mazzo di chiavi di casa, che contiene anche la chiavetta peer attivare e disattivare l’antifurto”.

“Il cestino – osserva Zurli – veniva usato dai componenti della famiglia (i genitori e il fratello di Chiara in quei giorni non si trovavano a Garlasco, ndr) come svuota tasche ed è normale che le chiavi si trovino lì dentro. Quello che non è normale, se è stata Chiara a disattivare l’allarme alle 9.12, è la presenza del cellulare e della chiavetta Usb sopra tutto il resto. Chi ha appoggiato quel telefono e quella chiavetta lì nel cestino? E’ stata Chiara dopo aver disattivato l’assassino e aver fatto entrare l’assassino, oppure è stato l’assassino stesso a farlo e mettendole lì da parte in modo che Chiara non potesse chiamare o rispondere alle telefonate di Stasi”.

“Perché la chiavetta Usb – aggiunge Zurli – si trovava sopra alle chiavi che sono state utilizzate dalla vittima la notte prima, per attivare l’antifurto? Qualcuno ha messo le proprie mani lì e non si trattava di Chiara?”

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