In questi giorni, nel dibattito sul caso Garlasco, ha fatto discutere non poco l’ennesima sorta enigmatica di Massimo Lovati, l’ex difensore di Andrea Sempio nella vicenda del delitto di Chiara Poggi.
L’avv. Fabrizio Gallo, legale di Lovati, ha fatto sapere nel corso della puntata di venerdì scorso di Quarto Grado che il suo assistito gli avrebbe riferito che “potrebbe essersi un leprotto”. L’espressione ha suscitato aspre polemiche ed il conduttore del programma Gianluigi Nuzzi non ha gradito quella che ha definito come rappresentazione fumettistica del fatto, come se fosse una “fattoria di Orwell”. “Prima Jerry la Rana, poi il coniglio con le orecchie lunghe e ora il leprotto, ci vuole rispetto, stiamo parlando di un delitto”.
Questa la posizione evidenziata da Nuzzi rispetto ad una tragica storia in cui è stata uccisa una ragazza di 26 anni e da più parti è stato richiesto rispetto per una ragazza che non c’è più, e anche per tutte le altre persone interessate da questa vicenda, in primis per i familiari della ragazza che soffrono per la morte di Chiara. Ma anche per la mamma di Alberto Stasi, il condannato che si trova in carcere e che stando alle nuove indagini potrebbe anche essere innocente. Lo stesso rispetto e la medesima presunzione di innocenza che sono dovuti anche ad Andrea Sempio, che al momento risulta indagato per omicidio in concorso, e quindi anche alla sua famiglia che si trova ad affrontare questa bufera.
Ma chi sarebbe questo presunto “leprotto” di cui parla provocatoriamente Lovati? E’ un nuovo testimone? Secondo voci sempre più insistenti potrebbe trattarsi di un testimone che potrebbe aver riferito in Procura in merito alla scontrino di un parcheggio, esibito a suo tempo da Sempio nel quale si attestava che nello stesso momento in cui veniva uccisa Chiara Poggi, la mattinata del 13 agosto 2007 il 37enne ora indagato si trovava a Vigevano, dove si sarebbe recato per acquistare un libro.


