Il furto delle opere di Antonello da Messina riaccende il dibattito sulla sicurezza del patrimonio culturale siciliano. L’Associazione Nazionale Storici dell’Arte – AStArte punta il dito contro l’organizzazione della vigilanza negli istituti culturali regionali, denunciando turni non congrui e personale non adeguatamente professionalizzato.
“Non esprimiamo sconcerto per il gravissimo furto delle tre tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e della Tavoletta bifronte di Antonello da Messina – dichiara la presidente Silvia Mazza. “Siamo profondamente addolorati, ma lo sconcerto presupporrebbe un evento inatteso. E non è questo il caso”.
Secondo AStArte, la custodia delle opere richiede personale con formazione e competenze specifiche, soprattutto per il controllo delle sale, degli accessi, dei sistemi di sicurezza e per la gestione delle emergenze.
L’associazione solleva quindi interrogativi sul sistema di vigilanza affidato in larga parte alla SAS – Servizi Ausiliari Sicilia, evidenziando criticità legate alla formazione degli addetti, al numero del personale e alla copertura dei turni.
AStArte richiama inoltre il contratto regionale, secondo cui la distribuzione del personale deve tenere conto delle professionalità necessarie in ciascun turno.
“Il problema non riguarda la condizione personale dei lavoratori – precisa Mazza – ma il fatto che la sorveglianza di opere di straordinario valore storico e artistico richieda personale selezionato, formato e qualificato”.
“Affidare la sicurezza delle opere d’arte senza una specifica preparazione professionale – conclude la presidente – significa esporre il patrimonio a una vulnerabilità che non può essere considerata accettabile”.


