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Frane e abusivismi: il 90% dell’Italia è come Ischia

La solita inutile politica delle chiacchiere, quella che prima combina i guai e poi fa i processi del giorno dopo, si interroga in queste ore sul sesso degli angeli, con l’ipocrisia di un dolore di pura circostanza per le vittime di Ischia. Una frana ha travolto e ucciso intere famiglie, si è portata via delle vite e delle storie, ha rubato un’intera esistenza a dei bambini e persino ad un neonato di 21 giorni, e l’Italia che fa? E’ un dramma che lascia attoniti e fa gelare il sangue e che, tuttavia, viene sporcato da quelli che non perdono occasione per scaricarsi a vicenda delle colpe che appartengono a tutti. Litigano su un condono, in un Paese che con tutti i governi – di sinistra e di destra – i condoni li fa da decenni a cuor leggero e non si è mai curata delle conseguenze che quei provvedimenti avrebbero potuto avere presto o tardi. Ed eccolo il risultato.

“Ma il clima è cambiato”, sottolineano altri esperti. Ed è verissimo, ma lo è altrettanto che le piogge affondano la lama nel burro dei disastri creati dall’uomo, trovano terreno fertile e uccidono le persone come accaduto ad Ischia.

L’amara ed impietosa verità è che il 90% dei comuni italiani si trova in aree a rischio di alluvioni, frane, erosione costiera o altre calamità naturali. Circa il 44% del nostro territorio è soggetto ad elevato pericolo sismico ed il 94% secondo la Protezione civile è minacciato dal dissesto idrogeologico. I numeri non lasciano spazio alla fantasia e non si prestano ad interpretazioni.

La quasi totalità dell’Italia è a rischio e la gran parte dell’Italia è fatta di abusivismi, con edifici non a norma. Ischia è ovunque, Casamicciola è solo la punta dell’iceberg e chi lo nega non ha cognizione di questa condizione, o peggio è in malafede o proviene da un altro pianeta, a seconda dei punti di vista.

La geografia dell’Italia è allarmante ma è questa e non si scappa, con un territorio fragile ed esposto ad ogni latitudine allo spettro incombente di quei drammatici fatti che si sono compiuti in Campania.

E adesso cosa vogliamo fare? Le case abusive verranno abbattute? Sarebbe la cosa più giusta, siamo d’accordo ma chi sbandiera questi abbattimenti fa retorica da quattro soldi perché in pratica dovremmo buttare giù tre quarti d’Italia. Il danno è fatto, ora bisogna salvare il salvabile e non ci sono tanti margini di azione. Forse qualche edificio lo si potrà pure demolire ma la soluzione percorribile, anzi la via obbligata, è quella del consolidamento e della messa in sicurezza dell’esistente, iniziare a fare seriamente quelle cose sconosciute in Italia che si chiamano manutenzioni e smetterla di mettere mano ai torrenti. Bisogna finirla di cementificare ovunque nella maniera più avida e stupida. Le porcherie restano e sono un monumento alla spregiudicatezza e all’ingordigia umana: ora però bisogna fare in fretta e darsi da fare per salvare altre vite. O ci saranno altre Ischia e piangeremo altre vittime innocenti.

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